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Sulla conferenza del ministro Boschi a Catania e sulla pessima informazione
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Immagine: vice.com https://youtu.be/5REmBkEL8Rs Nell'ultima settimana sul web si è tanto parlato della conferenza del ministro Boschi a Catania, conferenza volta ad illustrare la recente riforma costituzionale; in realtà si è parlato soprattutto dell'intervento di uno studente, da quel che so di nome Alessio, che, a detta di chi ha diffuso le immagini della conferenza, avrebbe "asfaltato" la ministra. All'inizio di questo post potete trovare il video integrale del confronto, con l'intervento del ragazzo e la risposta del ministro. Il punto è che, chi ha diffuso la notizia, in primis Il Fatto Quotidiano e poi in seguito la galassia di blog e sitarelli appartenenti alla galassia bufalara cinquestelle e/o di estrema destra, pur di inventare la notizia hanno dovuto procedere ad un barbaro montaggio. Chi scrive è un oppositore alla riforma, che non mi piace per svariati motivi che, magari, illustrerò in altri post. Quello che preme qui discutere è per...
La rivincita del paganesimo, Riccardo Campa
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"Non è certo un caso che la Chiesa cattolica ha opposto una accanita resistenza al processo di secolarizzazione, nel quale ha visto la rivincita del paganesimo o, addirittura, un progetto satanico , teso a estirpare la fede dal cuore degli uomini e a spingere l’Europa tutta verso l’empietà. Donde la condanna di tutti i principi costitutivi della civiltà moderna." Luciano Pellicani Il volumetto La rivincita del paganesimo, di Riccardo Campa, con prefazione di Luciano Pellicani ed uscito per i tipi di Deleya editore, è una raccolta di saggi di carattere storico, sociologico e antropologico sul dibattito e sul ruolo della cultura cattolica e della cultura pagana come fondamenti dell'Europa moderna. Atraverso le pagine del volume vengono analizzati i rapporti tra questi due mondi, esemplificati nelle città di Gerusalemme e di Atene, mettendo in risalto il contrasto nato tra la cultura pagana, diffusa in Europa prima del terzo secolo d.C., e la culttur...
Augias e il peso delle parole
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“Mi ha fatto impressione il contrasto tra lo sfondo, con quella statuina dorata di Padre Pio, e questa bambina, che aveva 5-6 anni. La guardi bene, guardi come è atteggiata, come è pettinata, come sono i boccoli che cadono. Questa qui è una bambina che ha 5-6 anni e che si atteggia come se ne avesse 16-18. Tutta la mia pietà per questa povera madre, per carità, ma c’è questo stridore che mi fa capire che anche lì si erano un po’ persi i punti di riferimento" (FONTE: LA7) Chi, dotato di buon senso e un minimo al corrente delle dinamiche del web, qualche giorno fa ha visto in diretta Di martedì e ascoltato le parole di Corrado Augias, immediatamente deve aver pensato al putiferio che avrebbero scatenato. Infatti, come da copione, il giornalista-scrittore è stato massacrato - e non è la prima volta - con l'accusa di aver giustificato lo stupro della piccola bambina in questione con le sue parole. Ma è proprio così? A riascoltare le parole di Augias, trascritte sopra, si ...
Lettera ai miei alunni
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Buongiorno ragazzi, ho deciso di scrivervi questa lettera, uno strumento per voi così vecchio, perché spero, magari sbagliando, che attraverso un testo scritto saprò dirvi cose che altrimenti non sono stato in grado di trasmettervi. Certo, magari è un'illusione, magari non servirà a nulla. Eppure, se c'è una cosa che mi ha insegnato il mio mestiere, è che anche se si rischia il fallimento, è giusto provare. Come sapete, con ogni probabilità io non sarò il vostro insegnante l'anno prossimo: certo, per gli alunni di quinta questo dovrebbe essere un dato scontato (DOVREBBE); non così per gli altri. Già vi immagino, mentre leggete queste parole, a gongolare. In fondo fate bene, perché gli insegnanti non sono degli amici: non ce li si sceglie, piombano dall'alto, pretendono di fare qualcosa di significativo (mentre magari non stanno facendo nulla) e poi spariscono come sono arrivati. Sono dei presuntuosi, questi insegnanti. Lo siamo tutti. In questi giorni non ho potuto...
Quorum, referendum e plebiscito
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Leggo dell'abolizione del quorum perché "chi resta a casa è un ignavo". Tecnicamente non sarebbe un referendum, ma un plebiscito, magari non lo ricordate (o sapete), ma era lo strumento politico per la creazione o manifestazione del consenso in epoca napoleonica e poi nel ventennio nazifascista. Ma mettiamo pure che lo strumento di per sé sia democratico (e non lo è, se la democrazia diretta è la manifestazione del volere della maggioranza e non della maggioranza fra quanti hanno potuto votare liberi da impedimenti, magari indotti con la forza), qui non si discute realmente di quorum o di trivelle: qui si discute della polarizzazione del paese, del fatto che si vota da vent'anni pro o contro una persona e mai nel merito; del fatto che la nostra visione si avvia sempre di più verso una catalizzante deumanizzazione per cui l'altro non è giudicato per ciò che fa nel merito, ma per ciò che è o sarebbe (ignavo, ignorante, immigrato, zingaro,...