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Come non si fa informazione sui vaccini, ovvero delle fake news


Per lo meno nell'ultimo anno, l'opinione pubblica italiana si è divisa sull'ennesima questione tecnica (e che forse ai tecnici sarebbe meglio lasciare), ovvero l'obbligo vaccinale; in particolare il dibattito si è inasprito dopo che alcuni casi di autismo sono stati attribuiti (a torto, si è poi scoperto), alle vaccinazioni, e al conseguente crollo del numero dei vaccinati, con le immaginabili conseguente (si guardino per esempio i dati sull'epidemia di morbillo che sta attualmente colpendo il paese), fino ad arrivare al decreto Lorenzin e all'obbligo di somministrazione di 12 vaccini per poter frequentare gli asili nido.
Qualsiasi cosa si pensi sulla questione, che si sia dalla parte di chi pretende il rispetto delle libertà personali, compresa la scelta autonoma sulla necessità o meno di vaccinare i propri figli, sia che si sia dalla parte di esperti come il prof. Burioni, una cosa comunque rimane certa, ovvero la necessità di fare buona informazione sull'argomento, adoperando fonti certe, assumendosi la responsabilità delle proprie affermazioni e adoperando dati scientifici inappuntabili.
Quello che viene proposto ora, è il caso opposto, ovvero un esempio di pessima informazione antivaccinista.
Fonte di tale scempio è il sito infovax.it che, malgrado il nome, risulta chiaramente un sito di propaganda unilaterale antivaccinista: basta leggere il disclaimer pubblicato sulla pagina "chi siamo"
L’INFORMAZIONE È POTERE. Lo scopo del gruppo nasce proprio da questo principio.
Nasce dalla voglia di combattere UNITI questa battaglia contro l’iniquo DL della Lorenzin.
È un gruppo che ha come obiettivo quello di dare il maggior numero di informazioni possibili, con l’intento di aiutare i genitori a saper affrontare questa situazione nel modo migliore.
Siamo per la libertà di parola e la discussione pacifica. Noi vi aiuteremo semplicemente ad essere informati su cosa sta accadendo o è accaduto. Vi daremo gli strumenti per poter difendere le vostre posizioni.
OGNI INIZIATIVA È BEN ACCETTA. Nessuno prevarica gli altri, a noi non interessano discussioni sterili nè divisioni di alcun genere.

Non perdiamo mai di vista l’Obiettivo:
IL BENESSERE DEI NOSTRI AMATISSIMI FIGLI E NIPOTI.
Grazie a tutti
Insomma, quella sostenuta dal sito è una posizione ideologia ben definita. Nulla di male, se lo si facesse sempre correttamente.
Mi riferisco in particolare all'articolo, scritto da tale Antonio (chi? Cognome? Esperto in cosa?) pubblicato il 30 - 06 - 2017 (attenzione, le date sono importanti) e intitolato Muore a Torino bimba di 2 mesi dopo esavalente.
L'articolo, abbastanza breve, consiste in questa sorta di striminzito comunicato
E’ morta a Torino una bimba di 2 mesi di origine Nigeriana, è stata trovata morta questa mattina nella culla, il giorno prima è stata sottoposta a vaccino esavalente, l’Asl To4 ha sostituito, in via precauzionale, tutti i lotti del vaccino del tipo a cui era stata sottoposta la bimba.
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/torino_bambina_morta_culla_vaccino_asl-1755584.html
Qual è il problema? Basta seguire la fonte citata.
Aprendo il link si scopre, intanto, che la notizia risale al 25 - 05 - 2016, ovvero più di un anno prima, mentre Infovax la riporta come una situazione ancora in fieri e di cui si attendono gli sviluppi. Continuando la lettura dell'articolo si evince poi che è stata disposta l'autopsia della bambina per capire le cause della morte, che potrebbero essere slegate dalla vaccinazione. Correttezza vorrebbe quindi che, per un dibattito serio, Infovax pubblicasse tali dati, se disponibili, ma a distanza di un anno dai fatti, non lo fa. Nondimeno, spulciando in rete, si scopre che la morte della bambina è già stata spiegata, e di questa morte ci informa il giornalista specializzato nello sbugiardamento delle bufale David Puente su debunking.it (link). Stando ai risultati dell'autopsia la piccola sarebbe purtroppo morta per la Sids, e la vaccinazione a cui era stata sottoposta non avrebbe a che fare con il suo decesso. Di tutto ciò Infovax non dice nulla purtroppo, e dire che si tratta di informazioni reperibili in rete da più di un anno.
Ricapitolando: un autore di cui non sappiamo nulla, su un sito apertamente schierato, riprende una notizia già smentita spacciandola per appena accaduta e nascondendo alcune informazioni fondamentali per farsi un'idea chiara sui fatti. Questa è una fake news o, da noiantri, una bufala.
Sembra quindi doveroso chiudere con un breve decalogo, made in UE, per riconoscere le fake news e cercare di essere un po' più accorti in rete.

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