Passa ai contenuti principali

Il gaucho insostenibile, Roberto Bolaño

Credit dell'immagine: Sellerio.it
Il gaucho insostenibile è un bel volume scritto da Roberto Bolaño, autore cileno già altre volte recensito su questo blog. Il volume contiene cinque racconti e i testi preparati per la partecipazione a due conferenze.
I cinque racconti, in particolare il racconto che dà il titolo al volume e Il poliziotto dei topi, risultano particolarmente interessanti per la capacità dell'autore di mostrare attraverso situazioni assurde e paradossali, al limite della distopia, contraddizioni e non detti della società contemporanea. Ne Il poliziotto dei topi il protagonista si trova a dover indagare su dei fatti di sangue su cui è chiara la volontà politica di mantenere il segreto per evitare il turbamento della società, dirottando le indagini verso una soluzione di comodo che vede nel diverso e nello straniero il colpevole obbligato. In Il gaucho insostenibile un facoltoso giudice di Buenos Aires, caduto in disgrazia a causa della crisi economica, decide di ritirarsi nella pampa dove impara a vivere di poco, la caccia ai conigli, e a convivere con persone apparentemente del tutto apatiche e prive di ogni interesse o spirito di iniziativa. Il confronto tra questa società e quella che si è lasciato dietro, rappresentata dalle visite del figlio artista, è tuttavia drammatico, fino alla soluzione finale che non può non essere violenta e che conduce il protagonista alla fuga definitiva dal proprio passato.
Fra i racconti va anche menzionato Il viaggio di Alvaro Rousselot, promessa della letteratura argentina che scopre in un cineasta francese suo plagiario l'unica persona capace di leggere e interpretare correttamente i propri testi, tanto da rimanere deluso nel vedere come ad un certo punto i film del cineasta non basino più i loro plot sulle trame dei propri romanzi. Ne segue un viaggio in Europa e la scoperta della vanità del proprio essere e finanche della letteratura.

In questo volume sono poi molto interessanti i testi per le conferenze a cui Bolaño ha preso parte per i giudizi critici che l'autore emette nei confronti della letteratura contemporanea. I giudizi sono, come è ipotizzabile per chi conosce Bolaño, molto taglienti, sia verso i colleghi che verso il pubblico. Ne viene fuori una società letteraria incapace di impegno, di sacrificio, interessata soltanto a costruire di se stessa una certa immagine e reputazione sociale; scadente è allo stesso tempo il pubblico, ammaestrato e assuefatto ad ogni tipo di prodotto letterario, senza spirito critico. Se è lecito un commento personale a questi giudizi, pur provenendo da un autore che, in un certo qual modo, in quest'ultima fase della sua produzione sembra non cogliere il passaggio storico e letterario dovuto agli ultimi colpi di coda del Postmodernismo (o non volercisi adattare), nella cosiddetta epoca della postverità e, soprattutto, in un momento in cui l'assenza di spirito critico è uno dei temi di rilevanza internazionale, il giudizio di Bolaño appare quanto mai fondato e meritevole di approfondimento.
Posta un commento