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Nerdamente parlando: Macross Plus


Come sanno i miei lettori, di tanto in tanto l'adolescente che è in me tenta di uscire fuori, battere un colpo e fare vedere che è ancora vivo e vegeto, anche sotto i peli e i capelli che si fanno brizzolati (forma cordiale per dire bianchi). Quando questo adolescente prende il sopravvento (da non confondere con il fanciullino mezzo pervertito di Pascoli) devo categoricamente tuffarmi in una delle mie passioni ormai lontane: videogiochi, narrativa o cinematografia fantasy o fantascienza, manga e anime. E non c'è verso, o lo faccio o mi viene la tachicardia, divento un rompiballe indescrivibile, da rischiare la richiesta di divorzio della mogliera; meglio essere accondiscendente verso l'adolescente inside, insomma.

In questo caso, nelle serate veronesi di sosta dalle attività didattiche, causa festività cristiane, tra un pacco di verifiche e l'altro che mi ritrovo a correggere, mi sono dedicato alla visione dei quattro OAV che compongono la serie di Macross Plus. Per farla breve sulla trama:
Trama: Anno 2040. Sono passati trent'anni dalla grande guerra tra Umani e Zentradi. Sulla colonia spaziale Eden prende il via il Progetto Supernova che prevede il collaudo e il confronto di due nuovi modelli di caccia spaziali: YF-19 delle Industrie Shinsei e YF-21 della General Galaxy. L'aereo che supererà tutti i test verrà scelto come velivolo per le forze militari. Per uno scherzo del destino i due piloti chiamati per i test sono Isamu Alva Dyson ed il mezzosangue Zentradi Guld Goa Bowman, amici di gioventù poi separatisi a causa di alcuni contrasti. Dissapori che aumentano con il ritorno di Myung Fang Lone, di cui entrambi erano innamorati e che fu la causa della loro separazione. Myung, nel frattempo, è diventata la manager della più celebre idol virtuale dello spazio: Sharon Apple. Ora, dopo il ritorno della ragazza, le tensioni fra i due piloti aumentano, sfociando in un confronto aereo che mette a rischio l'intero progetto. Però, nonostante i loro dissapori, quando Sharon Apple va fuori controllo, mettendo in pericolo Myung, Guld e Isamu uniscono le forze per salvare la ragazza. (fonte Animeclick)
Ora, quella che serguirà non è una vera e propria recensione, semmai si tratta delle impressioni che la serie mi ha lasciato.
Il comparto grafico è indiscutibilmente di ottimo livello: le animazioni, soprattutto per quanto riguarda i mech e le battaglie aeree, lasciano una piacevole sensazione di meraviglia nel lettore. il disegno dei personaggi è però banale, eccessivamente in linea con quanto visto e stravisto in tanti anime degli anni '90.
Il comparto sonoro originale della serie è invece stupefacente, in particolare l'accompagnamento musicale, in puro stile narrazione cyberpunk, colpisce l'orecchio dello spettatore lasciandolo ammaliato e, soprattutto, è eccezionalmente funzionale allo svolgimento della trama.
Per quanto riguarda la trama, a punto, ho letto in rete giudizi contrastanti. Pur non trattandosi di un capolavoro, il lavoro fatto sulla sceneggiatura di Macross Plus, secondo i dettami della saga, è più che ragguardevole. Le sequenze d'azione, neanche celatamente ispirate a Top Gun, catturano l'attenzione ma, e qui sta la buona riuscita della serie, senza perdere di credibilità passano in secondo piano rispetto al vero filo narrativo degli episodi, il confronto fra i protagonisti della serie, alle prese con un passato e dei fallimenti mai rielaborati davvero. Il triangolo amoroso certo non brilla per brio o originalità, eppure in un'opera del genere rimane tuttavia coraggioso prediligere la caratterizzazione dei personaggi alle battaglie aeree. Il tutto mentre la descrizione del contesto che ne viene fuori, quella di una popolazione terrestre persa tra la contemplazione sterile della natura e l'immersione asociale e asincrona nella tecnologia, tratteggia un ambiente di riferimento che ha tanto a che spartire con la migliore narrazione cyberpunk.
Alcuni passaggi logici nello sviluppo della trama non sono molto chiari allo spettatore che non conosca la serie originale di Macross, soprattutto nel quarto episodio, ma queste sbavature non impediscono la fruizione della serie che, nel complesso, è ampiamente godibile.
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