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Due parole su Castro

Foto: WIkipedia
Fidel Castro diceva che la storia l'avrebbe giudicato innocente dalle gravi colpe che gli venivano imputate. Io non so se è vero perché la Storia, con la esse maiuscola, è materia più complessa di un aforisma.
Tuttavia due parole non scontate vanno dette.
Castro era un dittatore, su questo, tolto Minà, siamo tutti pressoché d'accordo. Castro era un dittatore e in quanto tale ha negato i diritti umani a tutti coloro che gli sono stati oppositori. Negare questo è negare un evidenza.
Detto questo, Castro è stato anche un dittatore atipico: nessuna aggressione militare, nessun tentativo, neanche misero, di espansione territoriale, solo, e si fa per dire, un'estrema chiusura nei confronti dell'Occidente, chiusura del resto reciproca, visto l'embargo che da decenni colpisce Cuba.
Ma Castro è anche il dittatore della lotta all'analfabetismo (caso unicissimo nella storia delle dittature) e del sistema sanitario più progredito ad esclusione di quelli dei paesi più ricchi. 
Per dirla in termini banali, Castro ha davvero odiato i suoi oppositori, ma ha davvero amato il suo popolo. Proprio per questo, non rendere onore alla sua salma, come proposto dal neoletto Presidente degli USA Donald Trump, per quanto comprensibile, sarebbe un errore, un non voler riconoscere l'unicità della figura di Castro. Ma qui parliamo di fioretto e ricamo, di fronte ad un presidente che, ancora deve giungere al potere, usa come strumento di precisione la clava.

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