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Marco Castagna, L'uomo della folla, o del Terrore dell'Utopia

Marco Castagna ci spiega all'inizio del suo intervento come la parola Crisi derivi dal verbo greco crino, letteralmente, io scelgo. Ciò che viene quindi messo in luce sin dalle prime pagine di questo breve saggio è come la Crisi, individuale o collettiva, abbia a che fare con la scelta.
Castagna infatti, partendo dall'assunto che la Realtà, qualsiasi essa sia, è sempre una costruzione sociale, ci spiega come Ideologia e Utopia siano due facce della stessa medaglia. Riprendendo il concetto di Script, ovvero uno schema di azioni o idee ormai costituite come una routine che tendiamo a preservare in maniera conservatrice e inconsapevole, l'autore mette in luce come l'Ideologia non è altro che l'insieme di questi Script che, ormai condivisi come patrimonio simbolico, tendiamo a preservare e ad assumere come Realtà.
Intesa in questo modo l'Ideologia, diventa chiaro come questa sia in realtà tutt'altro che inamovibile ed eterna. Infatti la Crisi sopraggiunge nel momento in cui un agente esterno costinge a prendere atto della possibile esistenza di altre realtà. Tale agente esterno, il Perturbante, è qualcosa che stona all'interno dell'Ideologia precostituita, che rompe l'equilibrio raggiunto.
Non tutti i Perturbanti hanno la possibilità di aprire una Crisi, perché nei confronti di essi la nostra reazione può essere di Orrore o di Terrore. Nel caso del primo, l'Orrore, esso si manifesta come l'avvertimento di un qualcosa totalmente estraneo al nostro complesso mondo di simboli, ad esso incompatibile. La nostra reazione sarà quindi di escludere dal nostro patrimonio ciò che causa Orrore.
Nel caso del Terrore invece, avvertiamo come questo Perturbante sia un elemento che destruttura il nostro patrimonio di simboli, ma non ne è del tutto estraneo. Il Perturbante che ci mette di fronte al Terrore, produce in noi Angoscia, causa in noi la Crisi, svela come le scelte possibili non siano limitate al ristretto campo dei valori simbolici riprodotti dai nostri Script, ma che nuove scelte sono possibili.
Quindi è questo Perturbante che permette l'altra faccia della medaglia, l'Utopia. L'Utopia è dunque il momento in cui ridisegnamo il nostro patrimonio di simboli, lo ricreiamo. Non esiste Utopia senza una Ideologia, ma non esiste Ideologia che non sia passata dalla fase dell'Utopia.
Proprio perché Ideologia e Utopia sono intimamente collegate, e con esse quindi la possibilità per noi uomini di un progresso, per Castagna ogni Ideologia (perché di questo si tratta) che voglia contestare o addirittura negare l'esistenza di questo patrimonio simbolico conddiviso, oltre che negare ciò che essa stessa è, risulta dannosa, impedendo di fatto il continuo trasformarsi del nostro patrimonio simbolico attraverso le fasi dell'Ideologia e dell'Utopia.
Inutile quindi rimarcare come, seppure causata da fatti che oggettivamente causano disorientamento e angoscia, la crisi valoriale sia per Castagna un momento positivo, in grado di aprire le porte al progresso delle civiltà. 
Marco Castagna, L'uomo della folla, o del Terrore dell'Utopia 

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