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Caro Pippo, ora basta

Caro Pippo,
sono un elettore di sinistra. Uno di quelli che a Renzi e a D'Alema preferiva te e Vendola. Uno di quelli che in e da questa sinistra non si sente rappresentato.
Sono uno di quegli elettori che prima ha appoggiato Vendola nelle primarie tra lui, Bersani e Renzi, e poi ha appoggiato te nelle primarie tra te, Renzi e Cuperlo.
Ti dirò di più.
Sono un elettore strano, come ce ne sono in giro.
Da giovanissimo votavo destra, ammiravo Fini. Lo vedevo coerente. Non sono mai stato completamente abbagliato dai flash di Berlusconi, ma ho votato PDL, ho persino creduto nella guerra in Iraq. Per dire che le mie cacchiate le ho fatte.
Poi ho iniziato a lavorare, ho visto che il mondo che quella destra mi aveva dipinto non esisteva, ho visto e vedo tutt'ora il precariato. Sono passato dai contratti a progetto a contratti a tempo determinato, di questi tempi una botta di culo. Proprio per questo mio passato, già elettore di sinistra, tuo elettore, ho salutato con entusiasmo la scissione di FIni. Non votavo più quel personaggio e quelle idee, ma ne ammiravo la coerenza, l'onestà nel prendere atto che il tentativo di costruire una casa della destra italiana era fallito e che erano stati commessi numerosi errori. Altri poi ne sono stati commessi, il rifugiarsi nel porto sicuro del centro di Casini anziché avere il coraggio e la forza di fare qualcosa di assolutamente nuovo e a lungo termine.
Ecco, lo so che il paragone con FIni spaventa, ma potrei fare di peggio, paragonare con Alfano. Ma non te lo meriti.
Però ora, parafrasando una serie di articoli di Libernazione, con questo tira e molla hai rotto il cazzo. O sei dentro o sei fuori dal PD.
Qualche decennio fa Italo Calvino, nelle sue Lezioni americane, cantava il valore e l'importanza dell'Esattezza, del chiamare le cose con il giusto nome, del dire le cose come stanno - ecco, ricordiamolo ogni tanto a Renzi, sempre pieno dei suoi modelli anglosassoni che, visto il suo inglese, avrà letto in traduzione, ricordiamolo che c'è stata un'epoca in cui gli intellettuali italiani andavano ad insegnare i valori della sinistra a quel mondo, e che  quel modello e quel mondo lui li sta ammazzando - e le cose stanno in maniera abbastanza chiara: tu la battaglia per il PD l'hai persa. Ora ti tocca decidere, o ci rappresenti dentro il PD, o ci rappresenti fuori dal PD. Ma lo devi decidere ora, non in primavera. Avevi raccolto un bacino di consenso che andava capitalizzato, e invece stai riuscendo ad alienartelo.
Esci dal PD, perché nel PD di Renzi la tua voce non è prevista. Il PD di Renzi è un partito di centro, come i Democratici americani, ma con la sinistra europea ha davvero poco a che fare. Poi magari ha ragione lui, non lo so, ma io, tu, noi non siamo quello che dice lui. Io, tu, noi vogliamo una forza, non per forza un partito novecentesco, che ci rappresenti, che rappresenti non (solo) quelli che sono vicini o possiedono delle banche, non (solo) i piccoli e grandi imprenditori, una forza che sia contro l'austerity ma che abbia dei seri progetti, non le sparate del M5S, che ammetta che nella povertà è lo stato che si deve fare carico dei cittadini, che  lotti per dare diritti e non per toglierli, e che faccia in modo che quei diritti non stiano solo sulla carta, che valorizzi l'istruzione e non la lasci in mano a Faraone - ok, questo te lo chiedo da insegnante, no, davvero, Faraone no -  che sia attento alla rete, mezzo d'informazione come di demonizzazione,  che sia aperto all'integrazione, che sia pacifista ma non chiuso alle dinamiche e alle politiche internazionali. Soprattutto, una forza che abbia delle idee, che non sappia dire solo no, per quello basta il M5S.
Ora Pippo, se sei in grado di incarnare tutto questo, non perché tu debba essere il leader, ma perché potresti essere la goccia che fa traboccare un vaso che a sinistra scricchiola sempre di più, bene. Sennò, per cortesia, torna nei ranghi, quietati e goditi l'esperienza da parlamentare, perché di parolieri, ma non credo che tu lo sia, ne abbiamo già anche troppi a sinistra.

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