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Ragazzini che sputano e cattive abitudini che odio

Non so se li avete notati, sono i vostri figli. Quelli che spiaggiate davanti alla televisione, a cui non negate nulla, quelli che il pomeriggio a fare sport, danza, hip hop, uncinetto, recitazione caraibica, alcolisti anonimi, corso antincendio e, se rimane tempo, i compiti. Insomma, fate finta di conoscerli, su.  Ecco, forse non l'avrete notato, ma i vostri figli hanno preso una bruttissima abitudine, tutta italica. Sputano, ovunque, sempre, come se fosse l'unica cosa importante rimasta prima della fine del mondo. Ti parlano, si voltano e sputano. A volte neanche si voltano. Aspettano il bus e sputano, aspettano il treno e sputano, cercano di sedurre la compagna di banco e sputano, commentano l'ultimo videogioco e sputano. Il mondo non è più il loro giocattolo o il loro avvenire, ma la loro sputacchiera. Con tutto il senso di soffocamento e i conati di vomito che ne derivano.
Ecco, se fra un corso e un altro fra quelli a cui li iscrivete, fra un pantalone firmato e l'altro, poteste anche solo una volta costringerli a lavare il pavimento di casa, così, tanto per fargli provare un po' di fatica che non sia funzionale al loro svago, o poteste costringerli a sedere su una sedia su cui prima avete sputato, a stendersi su un letto su cui avete scatarrato per un quarto d'ora, ecco, giusto per fargli provare quel senso di disgusto che dovrebbe essere normale fra persone civili, ve ne saremmo tutti un po' grati.
Al vostro buon cuore.

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