Passa ai contenuti principali

Del progresso, dei diritti, dell'Occidente e della Storia

Che il progresso non sia lineare, mi sembra cosa ormai assodata, anzi, il Novecento, sotto molti aspetti è stato un secolo dai mille balzi indietro rispetto alle epoche precedenti. Si pensi ai genocidi, alla pratica di coinvolgere i civili nella guerra, al proposito scientificamente perseguito di umiliare e distruggere il diverso, l'altro, al ritorno della tortura. Il secolo breve è davvero concluso? Lo è perché il fordismo (ci) appare superato? Sotto altre prospettive ben poco è cambiato: la questione palestinese è ancora aperta, così come la potenza egemone, gli USA, non si sono realmente imposti come garante mondiale della (loro) pace di fronte ad altre potenze regionali o continentali, quali Iran, Russia, Cina. Sul piano dei diritti civili ben poco è realmente cambiato se ancora discutiamo di emancipazione della donna, riconoscimento dei diritti civili per le minoranze, anzi assistiamo ad un imbarbarimento globale, al tentativo di negare quelli che sembravano diritti assodati, il diritto ad un equo processo, il diritto alla giustizia, il diritto al lavoro, il diritto allo sciopero. Si è data la colpa al relativismo, al postmodernismo. Questi invece mi appaiono come dei tratti che appartengono al modus operandi dell'uomo occidentale, cattive abitudini che solo con lungo sforzo, non certo con la caduta di qualche muro, riusciremo a superare.

Post popolari in questo blog

Sulla violenza a scuola, sul classismo e sulle retrotopie

Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

Saggio breve: D'Annunzio, una vita per la bellezza

D’Annunzio, la vita per la bellezza



Sin dalla pubblicazione delle sue prime opere, Gabriele D’Annunzio è sempre stato capace di destare meraviglia, stupore e scandalo, tanto da crearsi addosso una patina di invidia e di rancori dura a sparire. Questi sentimenti di malcelato disprezzo nei confronti di questo autore trovano spesso una ragione ancora più forte di esistere nella scelta di aderire alle idee del Fascismo. Nondimeno Gabriele D’Annunzio è uomo del suo tempo: vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, l’autore è attore e artefice di quelle che sono le idee diffuse tra gli intellettuali del suo tempo, quel variegato sistema di idee e paure che viene chiamato Decadentismo.


Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

Al riguardo, con questo saggio verrà sostenunta una tesi ben precisa, ovv…