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Contratti di lavoro a tutele crescenti a tempo indeterminato e non coperti dall'articolo 18


Il cambiamento tanto citato da parte di Matteo Renzi è in realtà un dejavu, qualcosa di già visto. Analizziamo il significato delle parole adoperate per citare il nuovo modello del contratto di lavoro: contratti di lavoro a tutele crescenti a tempo indeterminato e non coperti dall'articolo 18

Contratti di lavoro a tempo indeterminato: contratti in cui si pattuisce una durata senza limiti del contratto di lavoro
A tutele crescenti: ovvero il lavoratore non sarà tutelato o quasi, e le sue tutele potranno crescere con il tempo.
Non coperti dall'articolo 18: ovvero il lavoratore non sarà tutelato dalla norma che prevedeva il reintegro da parte del datore di lavoro in caso di licenziamento per ingiusta causa.

Traduzione
Il lavoratore pattuisce con il datore di lavoro che lavorerà per lui senza un limite di tempo, ma senza neanche delle tutele, almeno da principio, che semmai verranno se si guadagnerà l'amorevole grazia dello stesso datore di lavoro, il quale si premurerà di tenerlo con sé per un lungo periodo, fermo restando il diritto del datore di lavoro di disfarsi del lavoratore in qualsiasi momento, senza che questo licenziamento possa essere realmente contestato dal lavoratore.

Ci ricorda qualcosa?
Onestamente sì. Per esempio la condizione schiavile delle società antiche, in cui lo schiavo, in ovvia condizione di inferiorità rispetto al proprietario, se ne doveva guadagnare l'amore per poter sperare di ricevere qualche vantaggio o tutela, fermo restando il naturale diritto del proprietario di disfarsi, lasciare morire o uccidere lo schiavo senza che queste azioni comportassero alcunché per la sua persona.
Benvenuti nel cambiamento.

esempi di contratti di lavoro a tutele crescenti a tempo indeterminato e non coperti dall'articolo 18 nell'antichità

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