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Quando si scrivono articoli senza informarsi, si rompe il cazzo. Libernazione e le parole a vanvera sulla scuola

Spiace constatare la serie di inesattezze di questo articolo di Libernazione, intitolato I precari della scuola hanno rotto il cazzo. o La scuola dei profughi
In primis non è vero che chiunque si iscriva nelle graduatorie ha diritto a passare in ruolo. Andrebbe specificato che ci sono diversi tipi di graduatorie, ovvero delle graduatorie per le supplenze brevi e brevissime, e delle graduatorie per gli incarichi annuali. Alle prime può accedere qualsiasi laureato, ovviamente avendo dato delle materie specifiche all'università, e solo nel campo delle sue discipline. Alle seconde si accede solamente previo tirocinio o, in passato, solo dopo aver frequentato una scuola di specializzazione biennale. In ambo i casi, tirocinio e scuola di specializzazione, sono previsti test preselettivi e prove finali. Inoltre si può avere la possibilità di ottenere il posto fisso vincendo regolare concorso pubblico, accessibile però solamente a chi ha la suddetta specializzazione o ha svolto regolarmente il già menzionato tirocinio. In nessun caso è prevista la possibilità per i semplici laureati di poter ottenere il posto fisso. Cosa che, molto banalmente, implica che non basta mandare un curriculum per pretendere un posto a tempo indeterminato, anzi, occorre una discreta specializzazione, comparabile comunque alla competenza richiesta nei mestieri ad alto grado di specializzazione. Semmai il problema sta altrove, ovvero nell'assoluta mancanza di controlli DOPO questo primo importante gradino. Di fatto, dopo l'assunzione, non c'è più alcun controllo sul lavoro svolto dai docenti né, in pratica, esiste la possibilità del licenziamento. Ma questo, malgrado l'approssimazione del vostro articolo, non c'entra nulla con il fatto che i precari hanno rotto il cazzo.


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Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

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Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

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