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E tu che formato scegli? A zonzo fra i formati proprietari delle suite office

Situazione pratica: esame di specializzazione, viene richiesta la produzione di una presentazione. Bene, cioè male. E che formato scegliamo? In realtà la risposta ci sarebbe e dovrebbe pure essere ovvia, ovvero la scelta dovrebbe ricadere sul formato aperto. Ma poi concretamente non si può dare per scontata questa scelta perché, come infatti è accaduto, il professore incompetente di turno utilizza una vecchia versione di Microsoft Office, e figuriamoci se ha anche solo lontanamente l'idea che possano adoperarsi formati aperti.
Ma questo non è l'unico problema: da quando Microsoft ha inaugurato i suoi nuovi formati proprietari, ha creato uno scompiglio generale, per lo più inconsapevole, fra gli utenti, soprattutto nel settore dell'istruzione. Chiunque sostenga esami, come docente o come studente, o chiunque lavori in una scuola pubblica, sa che ogni volta che produce dei documenti con una propria suite office corre il notevole rischio di non riuscire ad adoperarli sul posto di lavoro/all'esame.
E allora che si fa? I miei suggerimenti:

  1. Costringere l'amministrazione e chi lavora o pretende che si lavori al computer ad adoperare formati aperti. Si adoperi la suite office che si preferisce, ma il risultato finale devono essere dei formati aperti e dalla massima compatibilità.
  2. Se proprio si deve scegliere un formato chiuso, lo si prediliga con la massima compatibilità pluripiattaforma. Quindi al bando per esempio la suite office di Apple e i suoi formati.
  3. Meglio se si possono adoperare piattaforme plurisistema, anche in cloud. Quando posso scegliere, anche se permette solamente di salvare in formati proprietari, scelgo Google Drive, già solo per la comodità del fatto che, sia che io lavori su Windows, su Linux, Mac, Android o iOS comunque la suite quella è e quella rimane, senza dare problemi di compatibilità, cosa non da poco.
  4. NON PRETENDERE che tutti adoperino formati chiusi e vecchi di più di dieci anni. Quando incontro docenti che, di fronte ad un qualsiasi formato "+x" delle nuove suite Office di Microsoft si trovano spiazzati e non sanno come leggerli sui loro sistemi mi viene da urlare. Intanto i programmi per leggerli ci sono, e voi non potete pretendere che chi compra un computer, da diciamo 5 anni, e ha installata una suite Office Microsoft che non permette più di salvare i propri file nei vecchi formati proprietari ormai in disuso, faccia i salti mortali per venirvi incontro. Siete voi a dovervi evolvere, anziché accusare gli studenti di scarsa attenzione.
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