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Grillo, Mentana, il Movimento 5 Stelle, le Europee


Eccomi qui a commentare un Beppe Grillo un po' diverso dal solito, ieri sera ospite di Mentana a Bersaglio Mobile.
Dicevo un Grillo diverso, almeno in parte più pacato, che viene ad esporre quelle che sono le motivazioni che portano il M5S a presentarsi con le sue liste alle prossime elezioni europee. Un Beppe Grillo a tutto campo, che dà risposte a molti perché, risolve alcuni dubbi, altri ne crea.
Parto subito da un mio giudizio personale, quindi nulla di argomentato: Beppe Grillo pacato è molto più credibile di Beppe Grillo che inveisce e insulta contro Renzi, anche se le questioni politiche sul suo movimento, dopo questa intervista, rimangono tutte aperte. Per amore di completezza, a seguito dell'articolo trovate l'intervista integrale.

Partendo dai primi minuti dell'intervista sono assolutamente d'accordo sulla scarsa credibilità attuale di Renzi, non eletto, come Grillo, così come Grillo dice qualcosa di vero quando critica il nostro indebitamento d'origine finanziaria. Dove Grillo non mi piace sono i passaggi in cui parla di debito immorale: il debito immorale storicamente è quello contratto come risarcimento per le guerre, non quello contratto come debito per la realizzazione di infrastrutture o per finanziare delle riforme, come nel caso dell'Italia, da governi liberamente eletti dal popolo. Grillo cita poi giustamente gli esempi di stati che non hanno pagato il loro debito, l'anno unilateralmente rimesso: Messico (lo aggiungo io), Equador, Argentina, Iraq. Ma quello che Grillo omette di dire e che questi paesi vivono, dopo questa scelta, delle crisi economiche tanto paralizzanti quanto quelle precedenti, senza che la remissione dei debiti abbia in realtà risolto nulla. Anzi, in molti casi si trovano esclusi dai sistemi di credito internazionali.

Il passaggio sui dissidenti apre una questione politica: vero, verissimo che i dissidenti sono stati sfiduciati e cacciati dopo tre gradi di giudizio, cosa che nessun altro partito fa. Ma la questione politica è che, per me, non si può pensare che in un partito non ci siano voci fuori dal coro che, anche se in minoranza, non si possano permettere di dire qualcosa di diverso rispetto alla maggioranza del movimento. Ripeto, si tratta di una questione politica, non di metodo o nel merito dello statuto del Movimento; se ci fermiamo a questo le ragioni di Grillo sono più che sufficienti, anzi, non ci sarebbe stato motivo per adombrare, come è stato fatto, che i dissidenti volessero tutti intascarsi i compensi da parlamentari.

Vicenda Letta: qui Grillo incorre in una contraddizione logica. Ricostruendo, sostiene di aver ricevuto un invito da parte dell'ambasciatore inglese ed essersi recato presso la sua dimora per un pranzo, ma di essersene andato perché era presente anche Letta. Almeno io ho capito così. Questo dimostrerebbe che gli Inglesi armeggiavano per avere Letta al potere. A voler essere cattivi questo dimostrerebbe che gli Inglesi armeggiavano per avere anche lui al potere, e che se non ci fosse stato Letta lì gli sarebbe andato anche bene. Ma si tratta di sofismi, e onestamente tutta questa storia mi sembra una bischerata.

Sul finanziamento del blog con la pubblicità in realtà Grillo non ha detto nulla di nuovo e, come in passato, non ha parlato di cifre. In più, il costo dei suoi spettacoli/comizi lascia spazio per pensare ad un clamoroso conflitto d'interessi.

Quando parla di movimenti politici leaderless Grillo dice cose giuste: abbiamo esempi di "riot" e movimenti di protesta a partire dalla democrazia di Clistene, passando per la Rivoluzione francese fino alla Primavera araba. In tutti questi casi il popolo ha provveduto a ridefinirsi con questi movimenti. Ma a seguito di essi, dei leader ne hanno guidato le riforme sociali, anche a costo del (loro stesso) sangue. A questo punto però sorge una contraddizione: Grillo critica "la piazza" in Ucraina e in Egitto che, secondo lui eteroguidata, ha con colpi di stato deposto dei governi liberamente eletti. Già in altri tempi avevo detto che la deposizione di Morsi era un colpo di stato da condannare, e lo stesso può valere per l'Ucraina. Ma, cosa dovrebbe distinguere l'uso della piazza da parte di Grillo, che più volte si è richiamato ad essa, dalla piazza ucraina o da quella egiziana? Cosa rende il suo "cacciamoli tutti" scendendo in piazza democratico, e quei casi no?

Quando parla degli altri politici, come la Boldrini, come Bersani, come Letta, Grillo continua a seguire una linea manichea che indistintamente separa buoni e cattivi. E guarda caso i buoni sono sempre dalla sua parte. Ogni esercito quando scende in campo sostiene di avere la ragione e la divinità dalla sua parte: è un modo per galvanizzarsi, per serrare le fila, ma è di per sé segno di banalizzazione e di debolezza, indizio della incapacità o della scarsa voglia di riconoscere anche le ragioni altrui.

Grillo poi parla di Europa ricordando solo l'Europa della finanza. Mi chiedo però perché nella retorica antieuropeista non si parli mai delle conquiste che l'Europa, l'Europarlamento, ci hanno permesso di conseguire: la normativa sulla sicurezza sul lavoro, l'obbligo di controllo per i cibi, il rafforzamento dei controlli sanitari, maggiori tutele per i lavoratori e l'obbligo del passaggio a tempo indeterminato per i lavoratori a tempo determinato dopo 36 mesi di contratto, persino il lungo lavoro sulla legge contro la tortura e i moniti per una maggiore laicità dello stato. Invece noi parliamo di Euro, di quote latte, come se quei vincoli non valessero anche per gli altri e non servissero per regolamentare un commercio che sennò avrebbe come scopo esclusivamente affamare gli uni per arricchire gli altri. Si tratta di perdita di sovranità? Forse, sicuramente si è trattato di rendere omogenea la nostra legislazione, spesso arretrata, con altre più efficienti, ma questo quando non conviene, è meglio non ricordarlo.

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