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Perché non mi piace il bipolarismo

Ci sono diversi motivi per cui il bipolarismo non mi piace e per i quali penso che il tentativo di fondare su di esso la nostra repubblica sia fondamentalmente fallito. Proverò ad elencarli senza presunzione di completezza.
Innanzitutto le recenti elezioni hanno mostrato un'Italia che di bipolare non ha nulla, e volerla "educare" ad essere tale mi sembra una forzatura. Mi appare una forzatura anche perché il bipolarismo all'italiana ha finora trasformato il Parlamento in un'assemblea il cui unico scopo sia quello di ratificare quanto deciso da altri. Il Parlamento come organo legislativo è da tempo delegittimato e il forzarlo a lavorare per coalizioni non servirà che a proseguire in questa direzione.
Un sistema proporzionale con le preferenze presuppone invece una vera selezione di una classe dirigente che abbia il coraggio, la forza e lo spessore intellettuale per sedersi e discutere con altri nell'interesse dell'intero paese e non del piccolo orticello dei propri elettori.
Del resto un sistema proporzionale ha anche il merito di rappresentare le minoranze che, in quanto tali, andrebbero protette. Inoltre non c'è legame logico tra l'essere una minoranza e il non poter proporre interventi in favore del bene collettivo.
Un sistema poi come quello che si propone, in cui verrebbe meno il bilanciamento dei poteri con la scomparsa del Senato e la sua trasformazione nell'Assemblea di coloro che sono stati eletti per fare altro, non è altro che un regalo alla demagogia: l'Italia non ha bisogno di meno rappresentanti, ma di migliori, possibilmente meno pagati, senza per questo dover rincorrere il populismo e l'antipolitica. Ci vuole il coraggio di premiare la competenza, il coraggio di ammettere che anche le ragioni altrui, seppure io non le condivida, potrebbero essere plausibili; ci vuole il coraggio di ammettere che nessuna forza politica o ideologia possiede la verità in tasca e che questo paese o si salva tutti assieme, nel dialogo e anche nello scontro politico, o affonda con tutti noi.

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