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Un movimento democratico

Un movimento democratico discute al suo interno e non accetta aprioristicamente la visione del suo leader.
Un movimento democratico rende pubblico il suo statuto ai suoi iscritti e ai suoi simpatizzanti.
Un movimento democratico non millanta di non aver preso rimborsi pubblici quando in realtà non li ha presi semplicemente perché non gli spettavano non avendo organi elettivi.
Un movimento democratico prende le distanze dalla violenza, perché violenza è sinonimo di forza, e la forza bruta, delle maggioranze come delle minoranze, non ha nulla a che fare con la democrazia, né quella rappresentativa né quella diretta.
Un movimento democratico non richiama una Piazzale Loreto 2.0 per chi non la pensa allo stesso modo, non definisce dei coglioni o gente che si fa prendere per il culo chi legittimamente non la vede alla stessa maniera.
Un movimento democratico non dileggia gli organi elettivi altrui per scegliere i leader o rappresentanti di altri movimenti, soprattutto se poi non è capace di realizzarne di propri in maniera credibile.
Un movimento democratico non vanta come vittoria il successo di un candidato sindaco, salito al potere grazie ad una promessa che si sapeva già non realizzabile e che, infatti, non è stata realizzata.
Un movimento democratico non pretende di avere la verità in tasca, ma ragiona e discute con le ragioni altrui, pur possedendo le proprie.
Un movimento democratico non stila liste di proscrizione di giornalisti, di politici, di intellettuali, di funzionari pubblici.
Un movimento democratico non tollera sui propri canali di informazione la violenza verbale, le minacce di morte verso chi non condivide le sue opinioni o chi critica il movimento.
Un movimento democratico soprattutto, non si rifiuta di governare per aspettare di rimanere da solo sulle macerie di uno stato, né pretende per governare, pur non essendo maggioranza nel paese, di essere l'unica forza politica al governo.
Un movimento democratico non è nulla di tutto ciò, e chi vuole capire capisca, compresi coloro che più volte su questo blog mi hanno condannato a morte in nome di chissà quali tribunali popolari o mi hanno ingiuriato.

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