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Vladimir Putin, la politica, i gay, la scrittura

 

Nelle ultime settimane Vladimir Putin è stato onnipresente, facendo pesare in campo internazionale la sua autorità indiscussa sulla Russia, sempre più governata da un regime autoritario. Di fatto l'offensiva di Putin è cominciata con un editoriale pubblicato dal New York Times: editoriale sciatto da un punto di vista stilistico, falsamente semplice ed involuto dal punto di vista logico, offensivo quasi nell'omettere dati sulla guerra in Siria e nel difendere il diritto internazionale, difesa che proviene da uno dei leader politici che meno ha rispettato tale diritto negli ultimi vent'anni.

Dopo questo editoriale l'offensiva di Putin è proseguita al G20, dove, approfittando della debolezza di Obama, il leader russo ha imposto il non intervento in Siria, con il difficile compromesso dello smaltimento internazionale delle armi chimiche del regime di Assad. Un compromesso al ribasso, perché chi ha commesso reati contro l'umanità non verrà punito, chiunque egli sia, alla faccia del diritto internazionale.

Ultima sortita del presidente Russo, quella a favore di Silvio Berlusconi, affermando nel corso di un forum politico, presente anche Romano Prodi, che Silvio Berlusconi non sarebbe stato condannato se fosse stato omosessuale. Nel silenzio di un uditorio timoroso e complice, Putin ha così sferrato il suo ennesimo attacco alla comunità omosessuale, diffondendo il mito della lobby gay che controllerebbe l'economia e cultura mondiale; non è un mistero che Putin si stia facendo portavoce di istanze omofobiche, come fatto nel suo paese con le legge che, spacciandole per propaganda, vietano di fatto agli omosessuali di dichiarare il proprio genere, fino anche semplicemente a vivere con semplicità la loro sessualità. Ecco così che il caso di Berlusconi, per cui vengono omessi i capi di accusa più importanti, quali la frode nei confronti dello stato, diviene modo per Putin per riaffermare il suo strapotere interno e la sua visione, già egemonica in patria e sempre più forte a livello internazionale.

 

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