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Aspettando Ubuntu Touch

Più volte tra queste pagine si è parlato di Ubuntu, la più diffusa distro Linux. Si è anche parlato della svolta che questa distribuzione sta cercando di avviare, tentando di unire in un unico sistema operativo le funzioni specifiche per PC desktop, Laptop, ma anche smartphone e Tablet.
L'obiettivo è indubbiamente ambizioso, ma ciò non toglie che sempre più la convergenza fra questi mondi appare necessaria.
Nel corso dei mesi le prime beta delle future versioni touch di questo Os si stanno facendo sempre più complete, lasciando sperare in una soliditàdi questo sistema operativo che possa permettere un uso soddisfacente su ogni tipo di dispositivo. Certamente il rischio di un buco nell'acqua è grande, come insegna Microsoft e la sua faticosa affermazione di Windows8.
Ciò nonostante mi sembra di poter dire che la community che segue e appoggia il lavoro degli sviluppatori, troppo spesso impegnata a criticare questa o quella scelta di politica aziendale di Canonical, l'azienda dietro il progetto Ubuntu, dovrebbe invece apprezzare il tentativo di portare Linux su più dispositivi possibili, con relativo sforzo per accrescerne la compatibilità e la facilità d'uso.
Va ricordato come Canonical sia stata l'azienda che, con il suo lavoro, ha sdoganato Linux da sistema operativo funzionante essenzialmente da riga di comando, per sviluppare modelli grafici via via sempre più sviluppati, divenuti ormai uno standard anche per gli utenti del pinguino più smaliziati.
La svolta di Canonical appare, insomma, ad un'attenta analisi, coerente con quanto fatto in precedenza, nel tentativo di diffusione capillare di Ubuntu. Una scelta pericolosa, certamente, ma non priva di un fascino romantico.


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