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Aspettando il nobel per la letteratura

Come ogni anno settembre segna anche la rincorsa verso il nobel per la letteratura, e come ogni anno da più parti si fanno nomi fra i più disparati come possibili candidati per questo premio importante.

Certo un buon critico dovrebbe anche sapere che il nobel non indica ipso facto che uno scrittore divenga un punto di rifinenti assoluto per la letteratura mondiale: del resto uno dei nostri titolati di questo premio, Quasimodo, ne è esempio fra i più evidenti.

Tuttavia, vuoi per il fascino e la storia di questo premio, vuoi per il clamore che lo circonda, non si può non attendere la nomina del vincitore; onestamente mi auguro che non vincano alcuni fra i nomi che sono circolati, come l'italiano Vecchioni o l'americano Bob Dylan, che, per quanto grandi nella rappresentazione e nel plasmare la cultura popolare, non mi sembrano gli intellettuali più adatti per una simile onorificenza.

O forse sbaglio, forse dopo anni di poesia, romanzi e scrittori di viaggio, sarà l'anno dei cantautori.

Nota al margine: anche quest'anno Murakami sta nella rosa dei possibili vincitori; non so se per lui questo sia un buon segno.

 

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