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Quando ti chiudi nel silenzio

Forse qualcuno avrà notato che questo blog non riceve aggiornamenti già da n po'. La spiegazione è abbastanza semplice, ovvero sto vivendo dei gravi disagi familiari che mi hanno spinto a chiudermi nel silenzio. Totale. Non ho più scritto neanche una pagina del nuovo romanzo da quando tutto ha avuto inizio, più o meno dal mio ritorno a Catania.
Questo mutismo non vuol dire però che io abbia smesso di ascoltare, leggere, per quel che è possibile, nella miriade d'impegni. E soprattutto, di osservare.
Questi sono i momenti in cui le tue certezze vacillano, le tue speranze s'infrangono, tutto quello che hai fatto ti sembra niente. Persino l tuo nome, nel momento in cui un tuo caro non lo ricorda più, è nulla. Sono i momenti in cui pensi che siamo incapaci di manipolare il futuro, di comprendere il presente. Che il passato e le nostre certezze non sono che ricostruzioni, illusioni. Rimane solo la vita, perché non c'è più distinzione tra natura e artificio, capisci che la nostra corsa è solamente una rincorsa, una fuga lontano da un precipizio che insegue, l'inseguimento di un tempo che non è possibile raggiungere.
Non chiedetemi di Dio, se esistesse, dovrei sprecare troppo tempo ad odiarlo per la nostra condizione per potergli dare ancora fiducia.

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Sulla violenza a scuola, sul classismo e sulle retrotopie

Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

Saggio breve: D'Annunzio, una vita per la bellezza

D’Annunzio, la vita per la bellezza



Sin dalla pubblicazione delle sue prime opere, Gabriele D’Annunzio è sempre stato capace di destare meraviglia, stupore e scandalo, tanto da crearsi addosso una patina di invidia e di rancori dura a sparire. Questi sentimenti di malcelato disprezzo nei confronti di questo autore trovano spesso una ragione ancora più forte di esistere nella scelta di aderire alle idee del Fascismo. Nondimeno Gabriele D’Annunzio è uomo del suo tempo: vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, l’autore è attore e artefice di quelle che sono le idee diffuse tra gli intellettuali del suo tempo, quel variegato sistema di idee e paure che viene chiamato Decadentismo.


Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

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