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Sull'immigraziome, l'integrazione e l'omosessualità solo battaglie di retroguardia

Una mia insegnante, ai tempi dell'università, un giorno ci fece notare una cosa in sé banale, ma grande come ogni scoperta geniale: è tipico della cultura europea teorizzare qualcosa di già di fatto scomparso per, estremo tentativo, preservarlo. Fu così nel Medioevo per i tre ordini teorizzati da Adalberone di Laon, nella realtà ormai in via di superamento; fu così per la piccola proprietà terriera propugnata dai giacobini come base economica della Francia, mentre già si affacciava la Rivoluzione industriale; fu così per la controriforma del concilio tridentino, tentativo di negazione di un diffusissimo moto di protesta contro le gerarchie e pratiche ecclesiastiche; è oggi così nella sempre più fervida discussione sulla famiglia europea e sulla stessa cultura europea.

Sempre di più sui giornali si leggono strali contro la legalizzazione dei legami fra omosessuali, contro le adozioni per le coppie omosessuali; negli ultimi vent'anni poi la letteratura nostrana sulle origini giudaico cristiane della cultura europea è stata infinita, così come i tentativi della politica di fare accettare questo principio in Europa.

Tutte battaglie di retroguardia.

Perché nel frattempo il mondo si è evoluto, perché quella famiglia che era tipica di una certa società si evolve di fronte all'avanzare di una nuova società e di nuove esigenze; perché i flussi migratori non sono arginabili, nessuno potrà plausibilmente impedire ad un migrante che fugge la guerra o le malattie di cercare di evitare la morte; perché integrazione non può voler dire imporre norme e abitudini senza spiegarle e senza soprattutto ammettere che altre norme e costumi possono essere altrettanto sensate e legittime.

Andiamo verso ma società del meticciato, che nel corso del prossimo cinquantennio al massimo rinnoverà una Europa di suo ferma e stantia. Per chi non lo avesse notato, di fronte a delle Americhe ancora vitali e ad un'Asia sempre più centro del mondo, il meticciato, come nell'epoca dell'Atene classica fatta grande dai meteci, potrà essere la sola nostra ancora di salvezza.

 

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