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Magris alla maturità non è uno scandalo


Come sempre pronto a farmi odiare, dico la mia sulla traccia su Claudio Magris alla prima prova degli esami di maturità di oggi. E dico subito che per me non si tratta affatto di uno scandalo, anzi, così tagliamo la testa al toro.
Vediamo perché non si tratta di nulla di così obbrobrioso come letto oggi in rete: nello specifico la traccia chiedeva di analizzare un breve testo dell'autore triestino. Ora, si dà il caso che una buona analisi del testo si faccia, appunto, sul testo, senza per forza conoscere qualcosa della poetica dell'autore, sempre che esista. Perché l'analisi del testo può essere fatta su qualsiasi testo, articoli di giornale, testi poetici o teatrali, saggi, scontrini fiscali. Insomma, tutto ciò che sia testo.
Insomma, l'analisi del testo era tecnicamente fattibile, a patto che i docenti avessero lavorato negli anni realmente sulle tecniche di analisi di un testo e non si fossero semplicemente limitati a dare durante il corso di studi quattro nozioncine in croce, spesso buttate lì senza alcun rimando linguistico o testuale.
Perché la poetica di un autore non vive sui manuali, sui libri di testo; vive fra le pagine di quell'autore, è da lì che bisogna partire, è lì che bisogna rintracciarla.
Analisi del testo vuol dire innanzitutto, appunto, lavorare su generi testuali, registri lessicali e sintattici, rimandi testuali, figure retoriche; da qui poi si lavorerà sull'interpretazione del testo nel suo significato letterale ed eventualmente poi sulle strutture metaforiche, individuando i temi portanti del testo; solo dopo si potrà pensare, se si conoscono queste informazioni, a contestualizzare il testo in un'epoca, in una corrente culturale, in una fase precisa dell'opera dell'autore. Insomma, innanzitutto si lavora sul testo, perché non esiste autore senza testo.
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