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La condanna di Berlusconi al processo Ruby


Dal dizionario etimologico Zanichelli
concussione, s. f. ‘abuso della sua posizione da parte di un pubblico ufficiale per costringere taluno a dare o promettere a sé o ad altri denaro o altra utilità


prostituzione
[vc. dotta, lat. tardo prostitutione(m), da prostitutus, part. pass. di prostituere ‘prostituire’; 1598]
s. f.
1 Attività consistente nel prostituirsi: esercitare la prostituzione; darsi alla prostituzione; istigare alla prostituzione; favoreggiamento della prostituzione; prostituzione femminile, maschile | (est.) Complesso delle persone che si prostituiscono, e fenomeno sociale che ne deriva: il mondo della prostituzione; la piaga della prostituzione.
2 (fig., lett.) Servilismo | (fig.) Avvilente subordinazione: prostituzione dell'ingegno, della cultura.

Premessa: questo post viene scritto da un fermo oppositore di Silvio Berlusconi che, tuttavia, cercherà nei suoi limiti di mantenersi oggettivo su quanto avvenuto, fermo restando poi che ancora ci troviamo di fronte al primo grado di giudizio e che, fino alla sentenza definitiva, in Italia vige la presunzione d'innocenza.
Partiamo dai fatti: Silvio Berlusconi è stato condannato, in primo grado, per i reati di concussione con costrizione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Questa condanna giunge a seguito dello scandalo legato alla ragazza meglio nota in Italia come Ruby Rubacuori, la quale, secondo la tesi della condanna, sarebbe andata a letto, ancora minorenne, con Silvio Berlusconi, o comunque con lui avrebbe dato atto ad atti sessuali.
Mettiamo dei paletti. Sia chiaro che il fatto che una minore vada con Silvio Berlusconi, o con chiunque altro, non è di per sé un reato. La legge in Italia è abbastanza chiara: esistono dei paletti alla libertà di minori e maggiori nel compiere atti sessuali, ma in sé lo stato non s'impiccia nella vita privata del cittadino. Dicevamo di paletti: per esempio vengono tutelati i minori nei confronti di educatori che, essendo spesso a stretto contatto con essi, potrebbero tentare di profittarsi di loro; vengono poi tutelati i minori nei confronti dei pubblici ufficiali; infine, i minori, come anche i maggiori, vengono tutelati nei casi in cui la sproporzione gerarchica tra le persone coinvolte è talmente grande da poter configurare il reato di prostituzione. In che senso: immaginiamo una persona di venti-venticinque-trent'anni, senza arte né parte, o anche solo molto disposta a fare carriera nel più breve tempo possibile; immaginiamo poi un proprietario d'azienda nonché influente uomo politico, oltre che pubblico ufficiale, si ricordi, che offra aiuto alla prima persona e questa lo accetti; immaginiamo che in cambio il pubblico ufficiale chieda alla prima persona di partecipare a delle feste; immaginiamo che durante queste feste private il pubblico ufficiale, che mantiene e sovvenziona la prima persona, chieda a questa di compiere per lui degli atti sessuali. In questa condizione, la prima persona, o per arrivismo o per incapacità, non avrà realmente possibilità di scegliere. In questo contesto di sudditanza innanzitutto psicologica, oltre che materiale, si andrà a configurare il reato di favoreggiamento della prostituzione.
Ad aggravare il quadro descritto, va aggiunto il fatto che tale Ruby, nel momento in cui si sarebbero svolti i fatti, era minorenne.
Facciamo le dovute precisazioni. Tutto quanto raccontato prima è ricostruito per via indiziaria: non esiste la "pallottola fumante", ovvero, per ovvi motivi, Silvio Berlusconi non è stato colto sul fatto. Esistono però degli indizi, ovvero delle intercettazioni in cui a più riprese le ragazze coinvolte in questo scandalo parlerebbero degli atti sessuali compiuti durante le feste a casa dell'ex Presidente del consiglio; esistono alcuni riscontri oggettivi e delle dichiarazioni di alcune ragazze costituitesi parte civile. D'altro canto la stessa Ruby, Silvio Berlusconi e molte altre persone coinvolte nei fatti hanno sempre negato la veridicità di quanto si può ascoltare nelle intercettazioni.
Questa contraddizione non è in realtà irrisolvibile, sempre mantenendo la premessa da cui partiamo: si tratta di un processo per via indiziaria. Se consideriamo le ragazze che negano la veridicità di quanto esse stesse avevano in precedenza affermato nelle intercettazioni, esse stesse sono nella gran parte dei casi ancora legate al Cavaliere Silvio Berlusconi da legami politici (sono spesso parlamentari del suo partito) o economici, essendo ancora sovvenzionate da lui o sotto contratto per le sue aziende, quindi ancora soggette a quella sudditanza psicologica di cui parlavamo prima.

Torniamo però a un punto toccato in precedenza: questa sentenza non indica una Magistratura che entra con il piede di porco nella vita privata del cittadino, ma più semplicemente indica che la Magistratura, di fronte ad una situazione di gravi indizi, tutela i più deboli, ovvero coloro che sono in questo caso i sottomessi nella ancora presunta rete di prostituzione, smantellando quella rete e condannandone gli artefici. Sia chiaro qui una volta per tutte: Silvio Berlusconi non viene condannato "per una scopata", come viene detto più o meno larvatamente da molti esponenti del PDL e da alcuni giornalisti; Silvio Berlusconi viene condannato perché avrebbe costretto una ragazza, non con la violenza ma mettendola in una condizione di sudditanza psicologica che persiste tutt'oggi, a compiere degli atti sessuali. In un qualsiasi stato, di fronte a questi indizi, la Magistratura avrebbe dovuto agire e avrebbe dovuto tutelare i più deboli smantellando il sistema di adescamento alla prostituzione.
Questa precisazione è d'obbligo di fronte ai commenti che vengono da più parti in cui, anche apertamente, s sottintende che, in fondo, il ruolo della donna è "quello", che è "normale che le cose vadano così", che Berlusconi è stato condannato "perché i giudici erano donne". Tutte considerazioni che presuppongono la mai scomparsa idea che il ruolo della donna sia implicitamente inferiore a quello dell'uomo e che al volere dell'uomo debba essa sottomettersi. Solo partendo da questo presupposto può essere tollerabile che una ragazza debba fare sesso con un uomo per trovare un lavoro, proseguire gli studi, fare carriera, sbrigare prima delle pratiche, etc. etc.. Una concezione da condannare, senza appigli nella giurisdizione.

Detto questo, ovvero, dopo aver trattato l'argomento esclusivamente dal punto di vista giuridico, passiamo al punto di vista politico.
Chi pensa di aver sconfitto Berlusconi sbaglia di grosso: di fatto Berlusconi non è solo un uomo, ma è anche ormai il simbolo di una cultura, di certe speranze.
Magari Berlusconi verrà davvero estromesso dai pubblici uffici, ma Berlusconi ha rappresentato delle domande a cui vanno date delle risposte, anche fossero dei "no" finalmente definitivi.
Berlusconi ha rappresentato sia la richiesta di liberalizzazioni, sia una diffusa chiusura nei confronti del diverso, culturalmente e biologicamente, per esempio. La scomparsa di Berlusconi non rappresenterà la scomparsa di queste questioni, forse addirittura le rafforzerà in un rigurgito conservatore, o forse rafforzerà la parte più riformista e apertamente di sinistra di questo stato. Certo dovremo ancora confrontarci con questa destra, e questa volta l'esistenza di Berlusconi non potrà ancora essere la scusa per l'immobilismo della nostra classe dirigente.
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