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Contro il dogmatismo grillino

Quindi, ricapitoliamo: tutto quello che Grillo dice è legge, indubitabile e incontestabile. Se Grillo dice che occorre indagare sui soldi della casta, intende che bisogna indagare solo sugli altri, non su di lui. Se Grillo dice che i deputati e i senatori devono essere preparati e competenti, si riferisce ai parlamentari altrui, non ai suoi. Se Grillo dice che l'azione dei parlamentari deve essere trasparente, si riferisce ai parlamentari altrui, non ai suoi, che non devono partecipare ai talk show né rilasciare interviste ai giornali. I giornali del resto non devono permettersi di parlare dei grillini perché sono tutti in malafede e al soldo della casta. Se i giornali contestano ciò che Grillo e Casaleggio affermano, i giornali non controllano le loro fonti mentre tutto ciò che viene dalla rete è a prescindere corretto, proprio perché fabbricato dalla rete. Se Grillo dice che i finanziamenti pubblici sono uno scandalo, ha insindacabilmente ragione, mentre i suoi finanziamenti poco trasparenti e l'aver inaugurato un sistema capitalistico di finanziamento utilizzando le pubblicità di google, questo è lecito e onesto. Se Grillo usa la violenza contro gli oppositori o contro chi semplicemente gli rivolge domande, si tratta di insopportabili attacchi contro il movimento. Se Grillo minaccia la violenza se il resto dei partiti non seguiranno i ricatti del movimento, si chiama coerenza e onesta politica, e anzi è Grillo ad averci salvato dalla rabbia che ha fomentato. Se Grillo si rifiuta di condividere le responsabilità di governo assieme agli altri partiti, causando l'ingovernabilità, si chiama coerenza.

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Sulla violenza a scuola, sul classismo e sulle retrotopie

Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

Saggio breve: D'Annunzio, una vita per la bellezza

D’Annunzio, la vita per la bellezza



Sin dalla pubblicazione delle sue prime opere, Gabriele D’Annunzio è sempre stato capace di destare meraviglia, stupore e scandalo, tanto da crearsi addosso una patina di invidia e di rancori dura a sparire. Questi sentimenti di malcelato disprezzo nei confronti di questo autore trovano spesso una ragione ancora più forte di esistere nella scelta di aderire alle idee del Fascismo. Nondimeno Gabriele D’Annunzio è uomo del suo tempo: vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, l’autore è attore e artefice di quelle che sono le idee diffuse tra gli intellettuali del suo tempo, quel variegato sistema di idee e paure che viene chiamato Decadentismo.


Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

Al riguardo, con questo saggio verrà sostenunta una tesi ben precisa, ovv…