Passa ai contenuti principali

Il voto di protesta

A me 'sta storia del voto di protesta non convince, mi sembra tanto un ossimoro o un controsenso. Cioè, noi votiamo per eleggere chi deve governare lo stato, ovvero chi deve fare non i miei interessi, non i tuoi, ma una sintesi del bene comune. E cosa facciamo? Decidiamo di dare un voto che non servirà per governare, ma per protestare contro chi ha governato male. Bellissimo. Geniale. Peccato sia una gran cazzata.
Perché i luoghi e i modi per protestare sono altri: lo sciopero, la serrata, la manifestazione, persino L'occupazione se vogliamo. Ma arrivato al voto la protesta non ha senso: o pensi che una persona sia capace e competente, e allora lo voti, o, se pensi il contrario, ti attivi, ti proponi, sali tu in politica attivamente e fai tu in modo che le cose vadano meglio. Dire semplicemente che fa tutto schifo, che tutti sono dei ladri, dei buffoni, dei parassiti, è un modo per sciacquare la nostra coscienza dalla nostra passività, dalla nostra pigrizia e, in fondo, dalle nostre incompetenze. Perché anche quando si attua il voto di protesta non si dice altro che questo: sarà comunque qualcun altro a dover risolvere il problema, al massimo io vi mostro il mio sdegno.
Socrate insegnava che o una legge la si accetta o ci si attiva per cambiarla agendo nello stato, non fuori lo stato o contro. Il voto di protesta non è una riforma dello stato dall'interno, ma una lamentela da fuori, senza alcun tipo di impegno morale o civile. Forse ci si sentirà anche più puliti, ma questo non vuol dire che lo si è davvero.

Post popolari in questo blog

Sulla violenza a scuola, sul classismo e sulle retrotopie

Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

Saggio breve: D'Annunzio, una vita per la bellezza

D’Annunzio, la vita per la bellezza



Sin dalla pubblicazione delle sue prime opere, Gabriele D’Annunzio è sempre stato capace di destare meraviglia, stupore e scandalo, tanto da crearsi addosso una patina di invidia e di rancori dura a sparire. Questi sentimenti di malcelato disprezzo nei confronti di questo autore trovano spesso una ragione ancora più forte di esistere nella scelta di aderire alle idee del Fascismo. Nondimeno Gabriele D’Annunzio è uomo del suo tempo: vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, l’autore è attore e artefice di quelle che sono le idee diffuse tra gli intellettuali del suo tempo, quel variegato sistema di idee e paure che viene chiamato Decadentismo.


Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

Al riguardo, con questo saggio verrà sostenunta una tesi ben precisa, ovv…