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Considerazioni sparse sulla follia politica italiana



Siamo Italiani, quindi abilissimi nel cacciarci nei guai. Come oggi. Potevamo scegliere chi votare, l'alternativa era fra il peggio possibile, il meno peggio e un branco di dilettanti e incompetenti allo sbaraglio. Ovviamente abbiamo scelto. Male.
Una serie di considerazioni. 

  1. Si dice che sia andato a prevalere il voto di protesta. Chiacchiere. Lì dove lo sdegno doveva essere più forte, nelle regioni che più hanno sentito il declino della classe dirigente e la corruzione, lì più forte è stata l'affermazione della medesima classe dirigente, come nel caso di Veneto, Lombardia e Sicilia.
  2. I grillini sono, ad andar bene, dei simpatici incompetenti. Ma ad andar male sono un'accozzaglia di istanze che provengono dalla parte più gretta della piccola borghesia italiana, quella che quando le cose vanno male sa solamente chiudersi in se stessa e nei suoi piccoli interessi. Via l'IMU (senza pensare che l'IMU è stato messo quando rischiavamo di non poter pagare gli stipendi agli statali), a basso i parlamentari, via dalle missioni di pace (senza distinzioni tra missioni di conquista mascherate e azioni di peace keeping come quelle in Libano e Somalia), fuori dall'Euro (senza pensare alle conseguenze, all'inflazione che crescerebbe alla follia).  Un susseguirsi di buoni propositi e proposte irrealizzabili, un miscuglio che sa di veleno.
  3. Tutti a piangere il PD che non ha voluto candidare Renzi. Innanzitutto Renzi ha perso delle primarie, cosa che vuol dire che l'elettorato del PD forse Renzi non lo voleva. E poi il PD ha scelto un uomo di responsabilità, l'unico che nel suo ministero abbia fatto qualche riforma quando gli è capitato di stare al governo. Ma il nostro paese sa solo andare dietro ai pifferai magici, ai venditori di sogni, a coloro che appaiono bene, che sanno incantare con il loro aspetto giovanile e  la forza dell'affabulazione. Si preferiscono i sofismi ai fatti. Non per niente siamo un paese in declino.
  4. Esiste ancora un 30% di elettori che crede alle promesse di chi non ne mantiene da vent'anni, gente che si vergogna di dire che vota Berlusconi ma poi lo fa, perché 250 euro ora in saccoccia contano di più del fallimento dello stato domani, e se domani anziché 250 dovrò versarne 500, non sarà un problema, tornerò a votare colui che mi prometterà nuovamente di restituirmeli. Non siamo più un popolo di santi, marinai e poeti, solo di faciloni.
  5. Si dice che la gente vota centro o centrodestra perché prima delle battaglie civili vuole che siano risolti problemi concreti. Questa è la scusa con cui da 2000 anni questo paese si rifiuta di affrontare argomenti che un qualsiasi paese civile affronta contestualmente ai problemi economici, quelle grandi questioni di civiltà come il voto ai figli degli immigrati nati in Italia, la questione dei matrimoni gay, il diritto all'eutanasia.
  6. Si pone una questione sul diritto di voto. Oggi in Italia c'è una netta sproporzione tra i votanti, tra le fasce d'età. Di recente è stato proposto di dare un maggiore valore al voto degli under 30, perché saranno coloro che pagheranno maggiormente le scelte elettorali delle generazioni precedenti. La questione si pone anche sotto un'altra prospettiva. Gli under 18 non possono votare perché in una condizione di minorità, ovvero perché considerati privi delle facoltà intellettuali per comprendere i meccanismi e le necessità insiti nel diritto/dovere del voto. Siamo sicuri che gli over 75 siano oggi sempre in possesso di queste facoltà? Molti over 75 (o più in generale molti anziani) votano senza ben comprendere cosa stia accadendo intorno a loro in un mondo sempre più complesso, nel contempo l'età media della popolazione italiana è fra le più alte al mondo. La questione, contestualmente alla questione del voto agli immigrati, diverrà sempre più spinosa, a meno che non vorremo sempre essere governati da chi giocherà di volta in volta sulla paura del diverso, sull'incomprensione del progresso e dei nuovi contesti culturali e sociali abbarbicandosi in finte tradizioni e fondando il suo consenso sull'ignoranza e su grevi forme di razzismo e maschilismo.
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