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La Sicilia in un mare di nulla


Ebbene, il giorno dopo le elezioni in Sicilia siamo tutti qui a tirare le somme. Sono del resto varie le considerazioni che si possono trarre dal risultato della tornata elettorale: innanzi tutto è evidente il crollo della destra, divisa e screditata, una landa di anime perse attraverso cui neanche una figura carismatica e rispettata come Nello Musumeci è riuscita a trovare un senso. Ora Musumeci è politicamente, a livello regionale, finito. Gli spetterà forse qualche posto minore nel partito, appoggiato dal PDL dopo aver militato prima praticamente in ogni forza politica della destra, siciliana e non. Viva la coerenza.
D'altro canto un ragionamento simile, se non peggiore, si può fare per Micciché. Per carità, io posso solo stappare lo champagne pensando ad un personaggio come Micciché che viene sbeffeggiato alle elezioni, ma pensare che, per farlo votare, si siano messi assieme il movimento di Lombardo e quella che dovrebbe essere la forza pulita ed europea della destra italiana, Futuro e Libertà, fa capire come in realtà ben poco sia cambiato rispetto alle politiche conniventi della destra italiana di berlusconiana memoria.
Veniamo al vincitore, Crocetta.
Vincitore: sono parole grosse.
Crocetta vince come personaggio, non vince il suo partito, sconfitto dal Movimento Cinque Stelle (ora arriviamo anche a loro). Crocetta vince grazie alla sua carica folkloristica e demagogica, caratteristiche del resto di un po' tutti i candidati dei partiti siciliani. Crocetta si dice uomo antimafia: viene da dire che, se lo può millantare così facilmente ai quattro venti, forse non lo è davvero, ma mi auguro di sbagliare e soprattutto lo auguro alla Sicilia. Soprattutto però il dubbio sorge vedendo le frequentazioni di Crocetta durante la campagna elettorale, note un po' a tutti grazie alle cronache siciliane, e soprattutto vedendo con chi si è alleato Crocetta: ex uomini di Cuffaro e Lombardo, insomma, certo, tutti politici antimafia. Spero si colga il sarcasmo.
Dire poi che i suoi alleati saranno i cinque milioni di Siciliani è, implicitamente, l'ammissione della debolezza politica delle sue forse all'ARS, oltre che una frase vacua e, diciamocelo, una cazzata.
Un candidato presentabile la sinistra ce l'aveva, Fava. Ma, ovviamente, è riuscita a farselo scappare e a presentare una perfetta sconosciuta, rispettabile quanto vogliamo, ma politicamente un suicidio. Degno prosieguo dell'ammirevole attitudine della sinistra italiana a tentare di non governare.
Veniamo a Cancelleri e ai grillini. Il partito non partito di Grillo vince, forse addirittura stravince, e inizia subito con la sua azione di riforma della politica regionale, ci sarà poi da vedere se questa riforma sarà, ancora, demagogia fritta e rifritta o vera novità. Sta di fatto che, dichiarando che i grillini non si alleeranno con nessuno, mettono già una seria ipoteca sulla governabilità della regione e, se il buon giorno si vede dal mattino, dell'intera nazione.
Insomma, mala tempora currunt
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