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Da Milano una botta di civiltà, il registro delle unioni civili


Almeno una buona notizia da Milano, ovvero l'approvazione del registro delle unioni civili, strumento che consentirà di tutelare tutte le coppie di fatto incrementandone diritti e doveri. Una "botta" di civiltà in un paese fermo che, inondato di numeri immaginari provenienti dal mondo della finanza, ha volutamente nascosto sotto il tappeto le questioni sociali e la tutela dei diritti. Perché proprio di diritti si tratta, e per chi non se lo ricordasse, il compito di uno stato è innanzi tutto quello di tutelare i diritti dei propri cittadini, di qualsiasi sesso e razza si tratti, in qualsiasi condizione economica, sociale e di salute. Sono questi i principi che dovrebbero muovere gli interessi di uno stato, non i fatturati delle banche e i rating di agenzie interessate.
Per quanto riguarda poi le critiche che provengono da destra, di quanti parlano del principio per cui si vuole arrivare al matrimonio omosessuale, l'unica risposta possibile è che, no, non si tratta della stessa cosa, perché qui si tratta di tutela di tutti, non solo degli omosessuali ma già solo degli eterosessuali che convivono. Inoltre, anche se fosse? La tutela di tutti diritti di cui parlavo prima evidentemente non appartiene alla cultura di destra che, forse, nella paura di ritrovarsi nell'impasse di non saper mai scegliere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato se non viene detto dall'alto da una voce autoritaria, preferisce negare i diritti e percorrere a solita strada, quella che dà sicurezza, anche se nega l'esistenza di qualcosa di diverso, di realtà nuove o semplicemente di sfaccettature della realtà.
Il mondo non è cristiano, non è nato cristiano e verosimilmente non finirà cristiano: sulla base di questa semplice considerazione forse sarebbe anche il caso di imparare a relativizzare il proprio pensiero e di aprirsi alle ragioni altrui.
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