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La guerra dei Social Network



Guardi la nuova Timeline di Facebook e ti poni una domanda: perché? Perché la scelta di rendere complesso ciò che nasceva semplice? Nello specifico la nuova timeline di Facebook sicuramente riorganizza in maniera più graziosa le informazioni del profilo di ciascun iscritto, e tuttavia la consultazione del social network è ora senza dubbio più complessa, oserei dire intricata. È una scelta davvero poco comprensibile, forse la voglia di strafare, ma rimane il fatto che per un utente puro dei social, quello che li usa non per cazzeggiare (o non solo) ma anche e soprattutto per condividere informazioni, l'uso di Facebook è sempre meno consigliato. Inoltre, altra caratteristica che balza subito all'occhio, la nuova timeline usa una grafica totalmente discrepante rispetto alla homepage del sito, la dashboard da cui ciascun utente controlla il flusso d'informazioni, di suo già ben complicata. Insomma, una bocciatura su tutta la linea, specie se si confronta la linea rigorosa di social ben più accattivanti, quali Google+, sempre più integrato con tutti i servizi di Google


O anche solo la nuova veste grafica di Twitter


Volete sapere a cosa assomiglia il nuovo Facebook? Molti già ci avranno pensato: la grafica così piena di box tra cui è sempre più difficile districarsi ricorda, troppo da vicino, i tentativi di Myspace di rendere i suoi profili sempre più personalizzabili. E se la storia si dovesse ripetere...


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Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

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