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La repubblica del presidente ed il partito del giullare

Davvero, ci sono almeno due Italie. C'è quella che dà di folle e quella che tenta di salvare il salvabile, raccogliere i cocci.
Anche oggi, giornata di lutto dopo i fatti di Barletta di ieri, questi due paesi disarmonici si sono accapigliati. L'Italia del presidente, quello vero, quel Giorgio Napolitano che ogni giorni del suo mandato si è guadagnato via via la mia stima, oggi si è raccolta intorno alle sue parole, alla volontà di non dividersi, di essere vigili sulle condizioni di vita schiavili nel mezzogiorno del paese. Un messaggio accorato, letto con foga, con rabbia.

E poi c'è l'altra Italia, quella che zompetta allegramente nella follia, quella che nel giorno del lutto per delle operaie sfruttate in nero per 3.95 € l'ora si sganascia di crasse risate per il "partito della gnocca". È un paese fuori dal mondo quello del signor presidente Silvio Berlusconi, che ormai non crea neanche più sdegno, solo disgusto, rammarico per il tempo perso con questo piccolo uomo in sella ad uno stato allo sfascio, attendendo con ansia quando uno dei suoi delfini, in un moto di coscienza, troverà il coraggio di detronizzarlo.

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