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Quanto questo governo ha tolto alla scuola pubblica

Sulla scuola pubblica ormai siamo al dramma satiresco, all'opera che accompagna la tragedia ma che della tragedia non è che l'ombra, non essendo neanche commedia. Siamo al dramma perché che tutti noi si sia stati presi amabilmente per i fondelli, ormai è cosa ben chiara.Questo per svariati motivi: non di certo perché una piccola persona come il nostro ministro, nella lettera porta fortuna ai maturandi sbaglia anche su quale sia stata la sua prova di maturità. Quella è farsa, è solo l'ennesima dimostrazione di dappocagine e di pressapochismo.
Il dramma non sta neanche nelle parole dissennate del ministro Rotondi. Il ministro che sbandiera quanto basso sia lo stipendio dei parlamentari, già villipesi, che così potrebbero far cadere il governo. Se vuole potremmo onorarli come martiri e nel frattempo dare loro un contratto da co.co.pro. pagati ad ore per la presenza in parlamento e con provvigioni per le leggi realmente approvate.
Ma il dramma invece sta nella nuova manovra economica. Che ha del ridicolo perché, di fatto, lascia la patata bollente alla prossima legislatura.
Blocco delle assunzioni: quelle tanto vantate 65.000 immissioni in ruolo in tre anni fra personale ATA e docenti.
Paradosso: altri 250 milioni di euro in più nel fondo per le scuole paritarie, simbolo di civiltà, a detta del ministro per l'istruzione pubblica.
La mannaia di Tremonti colpisce un po' tutta la scuola per l'ennesima volta: le piccole scuole non avranno più un dirigente scolastico; verranno tagliati nuovamente le cattedre di sostegno, fiore all'occhiello del nostro sistema scolastico.
Ma di fatto la scuola pubblica è il luogo privilegiato da questo governo per racimolare soldi.
Da quando si è insediato ha, nell'ordine, rastrellato i fondi già stanziati in finanziaria dal governo precedente per 120.000 immissioni in ruolo, usate per altro, già realizzato 45 miliardi di euro di risparmi mantenendo precari i docenti, accorpando le cattedre, non attuando alcun tipo di manutenzione sugli istituti scolastici, tagliando i posti su sostegno, riducendo il personale ATA (quelli che con disprezzo i nostri governanti chiamano bidelli) e non assumendo i dirigenti scolastici. Uniche note di spesa, ancora, l'incremento dei finanziamenti per le scuole private.
Ma di certo non ci si può fermare qui, quindi altri trenta miliardi di euro di risparmi previsti nel prossimo biennio e ora il blocco delle assunzioni.
Totale?
Agghiacciante.
In una legislatura questo governo ha "risparmiato" ovvero rubato alla scuola pubblica circa 80 miliardi di euro, l'equivalente di due manovre economiche come quella appena approvata.
Tutto questo sulla nostra pelle.Meditate gente, meditate

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