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Mario Pittoni, chi è costui

Mario PITTONI
XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008)



Regione di elezione: Friuli-Venezia Giulia
Nato il 28 novembre 1950 a Udine
Residente a Udine
Professione: Pubblicista

Elezione: 13 aprile 2008
Proclamazione: 29 aprile 2008
Convalida: 28 ottobre 2008

Membro Gruppo LNP

Membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)

Membro della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi

Membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

Membro del Gruppo di collaborazione Senato-UNESCO

Contatti

E-mail:

pittoni_m@posta.senato.it


Ovvero l'uomo che tenta in ogni modo di complicare la vita di noi docenti, dall'alto, tra l'altro, della sua ssoluta incompetenza nel settore (ci chiediamo, noi docenti, quando si smetterà di credere che per mettere mano alle regole della scuola basti essere stato studente per tutto il periodo della scuola dell'obbligo). Peggio, legifera, o tenta di farlo, sul nostro lavoro nascondendosi dietro scuse risibili, aizzando alla guerra fra poveri i precari della scuola. L'On. Pittoni dovrebbe, con dovizia di particolari, spiegare cosa sia la continuità didattica provinciale, spiegare perché la mobilità nella scuola indebolisca la corretta erogazione del servizio, in che modo poi, assieme al suo ministro, possa pensare che mantenere i precari tali anziché occupare immediatamente con immissioni in ruolo tutti i posti disponibili, possa consentire un miglior funzionamento della scuola. Perché la continuità didattica provinciale non esiste: potrei stare a vita nella stessa provincia e cambiare ogni anno scuola in cui lavorare, e nessuno dei miei alunni fruirebbe della cosiddetta continiutà didattica (mito da sfatare peraltro, perché la scelta della stessa scuola per anni da parte di un docente non implica il continuare a lavorare nelle stesse sezioni o classi, dato che questa è una scelta del dirigente scolastico). Il precedente che cita l'On. Pittoni per quanto riguarda i bonus di permanenza, quello della provincia autonoma di Trento, è poi già i chiaro odore d'incostituzionalità, e quindi ci si chiede, anche in merito alle possibili spese a cui con ogni probabilità verrebbe condannato lo stato italiano, perché andare incontro a lunghi, tormentosi e probabilmente perdenti contenziosi, come già fatto per le code? È poi acclarato che nella storia della repubblica sia stata proprio la mobilità dei docenti da sud a nord e viceversa uno dei fattori che ha portato alla cementificazione del sentimento nazionale così come uno dei metodi più efficaci per la diffusione della lingua italiana (è anche solo una questione di buon senso: docenti e studenti provenienti da zone diverse, hanno per forza di cose bisogno di una lingua comune per comunicare, l'Italiano, cosa che non per forza accade con docenti e studenti nativi delle stesse zone). Infine, riguardo ai tentativi di questo governo di non ottemperare alle recenti condanne sulla precarizzazione dei docenti, assumendo come scusa la necessità del corretto funzionamento del servizio, sfido l'On. Pittoni a dimostrare che genitori, studenti e dirigenti scolastici possano davvero preferire ritrovarsi ancora ad ottobre - novembre, come capita ogni anno nel periodo delle convocazioni per le assegnazioni delle cattedre, con classi scoperte di docenti, anziché conoscere già alla fine dell'anno scolastico nome e cognome dei docenti della scuola, entrati in ruolo su tutte le cattedre disponibili. Ma tanto sappiamo che l'On. Pittoni non vorrà rispondere a questi quesiti, per il semplice fatto che rispondere equivarrebbe a sconfessare tutte le proprie proposte.
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