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Andare via dall'Italia

Andare via dall'Italia in cui chi fa cronaca è un mistificatore.
Andare via dall'Italia in cui chi protesta dice solo le vecchie storielle
Andare via dall'Italia in cui le mafie, si sa, non esistono.
Andare via dall'Italia in cui i proventi non vengono dal riciclaggio dei rifiuti, ma i rifiuti vengono dal riciclaggio dei proventi.
Andare via dall'Italia in cui il caso di cronaca di turno diviene la scusa per coprire i veri problemi.
Andare via dall'Italia in cui il giudizio di un tribunale che condanna un mafioso "ripete le solite storielle ritrite: si chiamano prove.
Andare via dall'Italia in cui l'mosessualità è moralmente inaccettabile.
Andare via dall'Italia in cui, si sa, la cultura non fa mangiare.
Andare via dall'Italia in cui se decido di non pagare le tasse, faccio bene, se le pago sono un pirla.
Andare via dall'Italia in cui, se non sei d'accordo con lo psiconano, minimo minimo sei un pericoloso giornalista comunista che si è appropriato indebitamente della RAI.
Andare via dall'Italia in cui si taglia sul futuro della ricerca e della formazione, mentre a 100 km nostri conterranei emigrati intrappolano l'antimateria.
Andare via dall'Italia in cui Borghezio ci insegna che libertà di parola equivale a parole in libertà.
Andare via dall'Italia in cui Popolo delle libertà vuol dire dire cazzate ed incazzarsi pure se qualcuno le confuta.
Andare via dall'Italia in cui "il negro non è mio fratello"
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