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Emmaus, il romanzo di Baricco


Mentre finisco di leggere Emmaus di Baricco, diverse sensazioni, contrastanti, si accavallano. Indubbiamente si tratta di un libro piacevole, scritto bene; di uno stile ricco nella sua falsa semplicità, nella maniera a cui ci ha abituato l'autore.
C'è qualcosa di molto più inquieto in questo romanzo, qualcosa che disperde la struttura calibrata dell'opera nelle profondità del dubbio.
La nota musicalità della sintassi di Baricco accompagna questa volta il lettore in un viaggio tra un'adolescenza mistica e alla ricerca di un senso, un'età adulta che quel senso l'ha smarrito, e l'eterno vivere e morire di personaggi che potrebbero avere 16 anni così come potrebbero essere delle figure mitiche ed esemplari.
Il sesso spesso fa da filo conduttore in questo viaggio verso una rivelazione perduta, nella scoperta dei baratri della depressione e dell'incomprensione, sempre tramite il tocco leggero dell'occhio inesperto di chi si affaccia alla vita.
Una prova di maturità, non priva però di un certo manierismo di chi, in fondo, sa che del suo modo di scrivere ha fatto una fortuna e ora non sa o non vuole realmente liberarsene. E non basta per questo aver smesso gli accenni alla musica classica e al jazz in favore della musica sacra e del rock
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