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Annibale e Scipione, del titanismo e di Nemesi

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Annibale Foto: Wikipedia La storia di Annibale e Scipione l’Africano è una di quelle storie che, come direbbe Baricco, sembra fatta a posta per diventare la sceneggiatura di un film o di un romanzo. Nelle vicende di questi due grandi dell’antichità non si può non avere l’impressione che agisca la mano di un regista occulto, che a volte vuole condurre la vicenda in maniera talmente iperbolica da creare corrispondenze che apparirebbero persino banali in un romanzo d’avventura. Come nella loro entrata in scena nelle vicende dei rispettivi popoli. L’uno si chiama Hanniba'al, sarà più famoso come Annibale. Ha diciassette anni, è troppo giovane per essere un soldato, eppure sta sul campo di battaglia da quando ha nove anni. Ha seguito il padre Amilcare Barca in giro per la penisola iberica mentre ricostruiva il potere cartaginese distrutto dai Romani, quei Romani che il padre gli ha fatto giurare di odiare in eterno. Amilcare gli ha dato i migliori maestri, Greci, è gli ha fatto far...

I test OCSE PISA e gli analfabeti funzionali, quelli veri

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Sui risultati dei test OCSE PISA ieri l'Italia ha vissuto un mirabile esempio esplicativo di cosa sia l'analfabetismo funzionale , a partire da tanta stampa che prima ha titolato in maniera allarmistica i suoi articoli, per poi andare a rettificare durante la giornata, a danno ormai fatto (Repubblica e TPI, per dirne due). In pratica il 70% di adulti italiani, che non capisce una fava di quel che legge o sente, ha commentato dei dati che non ha neanche letto, riportati in un articolo di cui ha letto solo il titolo, secondo cui solo un ragazzo quindicenne su venti capisce quel che legge, mentre i dati dei suddetti test parlano in realtà di un 23% di studenti italiani che non possiede competenze linguistiche neanche sufficienti a comprendere un testo di media difficoltà; a questo punto, quel 70% di adulti che ha dimostrato sciatteria e incompetenza, si è sentito in dovere di recriminare sulla scuola, tutta senza distinzione di grado, perché non boccia, non forma, ha doce...

Sulla polemica tra La Verità e Luciano Canfora

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La Verità ( Prima ha invaso l’ateneo coi parenti. Ora Canfora vuol fare invadere la Ue ) attacca Luciano Canfora perché, semplicemente, lo storico e grecista afferma quello che molti storici dell'antichità affermano ormai da qualche decennio, ovvero che la purezza della cultura occidentale non è mai esistita, e che già nell'antichità il Mediterraneo è stato luogo di scambio culturale e interscambio economico. Luca Pignataro, che non è uno sprovveduto né certamente un ignorante in merito alla storia, usa fondamentalmente due argomenti nel suo attacco:      1. il primo, ad hominem, l’accusa di nepotismo nei confronti di Canfora. Eppure a ben vedere l’attacco non è altro che una fallacia logica, di quelle da retorica di bassa lega, facilmente smontabile con una risposta: se Pignataro sa di illeciti nelle nomine dei parenti di Canfora a Bari, perché non denuncia? E se non denuncia, è forse perché teme di non poter dimostrare gli illeciti? E se non li può dimostr...

Iliade, Omero

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Leggere l’Iliade nel 2019 non è affatto cosa semplice: intanto perché quasi sempre si tratta, inconsapevolmente, di una rilettura, dato che in un modo o in un altro per tutta la tua vita, sin dalla scuola primaria, hai avuto a che fare con il testo omerico, sminuzzato e parcellizzato in letture antologiche più o meno fuorvianti; in secondo luogo perché sul testo originario si sono stratificate decine di interpretazioni e riletture diverse nel corso dei quasi tre millenni di storia che ci separano dal momento in cui Omero o chi per lui ha deciso di mettere assieme quelli che probabilmente erano dei canti distinti recitati nelle pubbliche piazze o nelle corti e farne un testo, orale, unitario. Sia come sia, ancora oggi, dopo tutto questo tempo, l’Iliade rimane un testo magistrale e sorprendente. Sorprendente perché stupisce vedere la finezza narratologica con cui l’opera è stata costruita: il protagonista, Achille, dopo la rapida furia che lo coglie a partire dai primi versi del comp...

Sulla disfatta del M5S e il tradimento degli italiani

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Ho letto da qualche parte che il M5S sarebbe stato punito per il suo tradimento. Tralasciando il fatto che, per quanto mi riguarda, il M5S non era da votare prima e non sarebbe da votare ora, tradimento di chi e di cosa? M5S, prima delle politiche, si era presentato come avversario e contendente alla Lega, non come suo alleato, il primo governo Conte è nato dopo dall'esigenza di trovare risposta parlamentare agli esiti delle elezioni, elezioni che avevano visto M5S primo partito, PD secondo ma in forte calo e Lega terzo ma in forte ascesa. Alla caduta del primo governo Conte per volontà di Salvini, legittimamente il M5S ha cercato in Parlamento una nuova maggioranza comparabile numericamente e nell'esigenza di rappresentatività del voto delle politiche Insomma, nessun tradimento né letterale né simbolico. Ma c'è un punto in più: la categoria del tradimento è una categoria politica individuale, non collettiva. Quando io uso la categoria del tradimento sto individualizz...

Legami di sangue e legami volontaristici nell’interpretazione strutturalista del testo

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Di sconosciuto - Jastrow (2006), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1314418 A partire dagli scritti di Levi-Strauss l’interpretazione strutturalista del mito, in particolare nella sua rappresentazione tragica, vede nell’azione dei personaggi e nella reazione dell’ambiente che li circonda l’espressione di un conflitto fra diverse strutture sociali (Lévi-Strauss, 2015)⁠. È perciò ipotizzabile, secondo questa visione, che il cantore o il tragediografo che mettano in scena il mito siano più o meno consapevoli interpreti di tale conflitto, endemico alla società e che in essa sta causando tensione, finanche generando una crisi. Esempio celebre di questo tipo di interpretazione del mito è la vicenda degli Atridi (Eschilo, 2010)⁠, in particolare nel suo esito ultimo raccontato sia da Omero nell’Odissea che da Eschilo nell’unico ciclo di tragedie che possediamo interamente. Nella famiglia degli Atridi, funestata da uccisioni di consanguinei sin dalle ...

Guida galattica per autostoppisti, Douglas Adams

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Immagine: Mondadori Guida galattica per autostoppisti è un romanzo del 1979 scritto da Douglas Adams. Lo si potrebbe definire un romanzo di fantascienza umoristica, ma forse più correttamente si potrebbe definire un romanzo di fantascienza postmoderno. A più riprese l'autore fa sfoggio della propria cultura matematica e scientifica, adoperandola ironicamente per affrontare le improbabili avventure di Arthur, Ford, Zaphod e Trillian, partendo dalla Terra e girovagando in giro per la galassia; scopriamo così che la Terra non è altro che un pianeta artificiale, costruito dagli abitanti di Magrathea per compiacere una potentissima razza di creature intergalattiche, i topi, che nel pianeta avevano istallato un computer in grado di trovare la domanda alla risposta fondamentale: 42. Insomma, tra un colpo di scena e l'altro, tutti, letteralmente, improbabilissimi, giungiamo alla conclusione che tutto quello che conosciamo è sistematicamente diverso da quello che immaginiamo, e che...