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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Un commento al volo sul monologo di Schettini a Sanremo

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Fonte dell'immagine: pagina Instagram di La Banana Di Newton https://www.instagram.com/p/DVTzeqRjNrz/?img_index=14&igsh=MXYyZmM2bTZxb3ZuMA== In attesa di avere il tempo per spiegare in maniera più approfondita perché la figura di Schettini non mi piace e non mi piaceva già da tanto, mettiamo i puntini sulle i sul suo monologo a Sanremo 1) Schettini con le sue pratiche ha francamente favorito l'engagement di centinaia se non migliaia di adolescenti e la frequentazione assidua (leggi: obbligatoria) di social e piattaforme multimediali (in maniere e modalità deontologicamente molto ma molto discutibili), da cui, per inciso, ha tratto e trae poi guadagno (questo, va detto, in maniera legale). 2) Schettini è un docente di fisica, non un esperto di dipendenze, e vista la situazione e la polemica che lo coinvolge, non era proprio il caso di invitare lui a parlare di una problematica su cui non ha titoli. 3) Schettini ha fatto i soldi con una divulgazione onestamente da...

Verità, vero e verosimile nell'epoca dellle epistemie e delle pareidolie

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Mi è successa una cosa "interessante" e su cui riflettere, per la quale ho chiesto il parere di diversi colleghi: ho chiesto a Claude di tradurmi e rendere un testo "didattico" un articolo di The Conversation che ho usato con la mia quinta per l'analisi del testo argomentativo. L'articolo è questo:  Is democracy always about truth? Why we may need to loosen our views to heal our division s, e ho deciso di proporlo perché sembra rispondere ad una delle argomentazioni del discorso del presidente del Canada Carney a Davos , discorso che ho assegnato alla classe come esercizio di analisi (beccando, per inciso, metà degli studenti a far svolgere la consegna all' IA senza alcun tipo di rielaborazione: ci lavoreremo su). Il prompt dato in pasto a Claude era questo  "Puoi tradurre per me in maniera precisa e in un buon italiano questo articolo? Lo devo adoperare in una mia classe quinta per un'esercitazione sull'analisi del testo argomentativo, p...

Niente di nuovo sul fronte occidentale, Erich Maria Remarque

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Niente di nuovo sul fronte occidentale è un romanzo pubblicato da Erich Maria Remarque nel 1929, originariamente in tedesco con il titolo I m Westen nichts Neues . È considerato uno dei più importanti romanzi antimilitaristi della storia della letteratura. Il romanzo è narrato in prima persona da Paul Bäumer , giovane tedesco che si arruola volontario nella Prima Guerra Mondiale insieme ad alcuni compagni di liceo, spinto dall'entusiasmo patriottico ispirato dai discorsi del proprio insegnante. Ben presto Paul e i suoi amici si trovano catapultati nella brutale realtà delle trincee , dove l'eroismo dei libri di scuola si dissolve nel fango, nel sangue e nella morte quotidiana. Attorno a Paul ruotano figure indimenticabili: Kat, il veterano pragmatico e bonario che diventa una figura paterna per il gruppo; Tjaden, Müller, Kropp, i compagni che uno dopo l'altro vengono falcidiati dalla guerra. Quello che il romanzo racconta non è tanto una storia di battaglie ...

La memoria e la Storia con la lettera maiuscola

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Fonte dell'immagine: https://www.campifascisti.it/mappe.php?all=on&17=on&1=on  Faccio molta fatica ad accettare l'idea di una "memoria condivisa", perché la memoria, come ogni storico sa, è di per sé fragile e spesso fallace. A me non interessa la memoria, a me interessa la Storia. E la Storia ci ricorda che i crimini dei partigiani, che ci sono stati, non hanno avuto lo stesso peso e numero dei crimini fascisti. La Storia ci ricorda che l'Italia fascista ha dato il suo contributo alla discriminazione e alla segregazione razziale già a partire dal 1936, prima dell'alleanza con Hitler, e che ha edificato e mantenuto campi di concentramento in tutto il suo territorio, colonie comprese, e nei territori conquistati: eccoveli i 150 campi di concentramento fascisti. La Storia ci ricorda che l'orrore delle foibe e delle violenze sul confine orientale, terribile e incancellabile, comincia prima del 1943, comincia per esempio a Rad, comincia in luoghi in cu...

Considerazioni attuali su A che serve Hegel in quinta: la nuova maturità è il trionfo dell’utilitarismo, di Christian Raimo

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C'è poco da aggiungere rispetto a quanto scritto da Raimo su Domani nel suo articolo A che serve Hegel in quinta: la nuova maturità è il trionfo dell’utilitarismo . L'esame, così come immaginato dal ministero Valditara , riporta indietro la scuola di 50 anni. Questi cambiamenti non valuteranno l'acquisizione di competenze, alimenteranno l'idea di un sapere settoriale, spingeranno gli studenti e i docenti a una forma di didattica performativa che, gioco forza, a un certo punto lascerà da parte le discipline non coinvolte nelle prove scritte e nell'orale; in ultimo, la scelta di punire gli studenti che faranno scena muta all'orale con la bocciatura ha l'unica funzione di sanzionare ogni possibile forma di dissenso rispetto alle politiche ministeriali, tra l'altro mettendo i docenti in una condizione paradossale: dato che la norma prevede la bocciatura per chi "sceglie" il silenzio all'orale, come faranno i docenti a discriminare tra chi no...