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Esami di Stato, vecchie polemiche






Passata la 1° prova dell'esame di Stato, come ogni anno ciò che rimane è il corollario di polemiche, a partire da quelle suscitate dal post di Monica Cartia per continuare con Corlazzoli fino a chiudere con  Raimo su Internazionale.   

Ora, potrei dire che se Corlazzoli e Cartia criticano la scelta delle tracce, a occhio, la scelta delle tracce è stata ottima. Scherzi a parte, un conto è la scelta più o meno criticabile dell'attualità o della banalizzazione dei temi di grandi della letteratura come Caproni, Machiavelli, Leopardi, Foscolo, etc; un altro conto è il nascondersi dietro questi rischi per non ammettere che non si svecchia il proprio modo di fare e pensare la scuola da vent'anni. Ah, se, come Carlazzoli, non sapete nulla di robotica o della letteratura dal secondo dopoguerra ad oggi, la colpa non è del MIUR.
Il punto è che l'esame non serve a valutare se i ragazzi sono diventati saggisti o critici d'arte, ma per valutare competenze di base in un contesto simulativo. Per questo motivo, per esempio, la scelta di Caproni, autore fuori dal canone degli autori proposti dalle programmazioni scolastiche, è tutt'altro che sprprendente o scandalosa: vero è che spesso gli alunni non sanno nulla dell'autore, ma questo è un problema? Se vuoi fare il critico letterario sì, se devi fare vedere che sai trovare quattro figure retoriche e riconoscere i registri linguistici molto meno.
Riguardo alla produzione saggistica poi assistiamo ad un paradosso (neanche tanto sorprendente): per anni si è lamentato il fatto che il MIUR fornisse plichi di tracce troppo lunghi e che quindi gli studenti impiegassero troppo tempo a leggere i documenti, ma ora che il plico viene snellito, ecco che i documenti sono troppo pochi. La scelta dei documenti potrebbe essere migliore? Certamente, ma occorre tenere conto del fatto che i documenti, uguali oer tutti, devono essere leggibili dal liceo classico all'istituto professionale settore caseario o edile; insomma, dire che occorrerebbe mettere la ricerca à la page di tizio o caio senza pensare che taglierebbe fuori metà degli studenti italiani è un atteggiamento non volutamente ma chiaramente classista.
In ultimo, di nuovo, anche in questo caso occorre chiarire: stiamo sostenendo un esame per un dottorato o per essere assunti da un quotidiano? No, si stanno valutando delle competenze minime, tutto qui, e scusate se è poco.


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