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Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

Kitchen, Banana Yoshimoto

Kitchen  è la prima opera importante di Banana Yoshimoto, autrice giapponese che ha fondato il suo successo sulla particolarità della sua visione del mondo e sul suo linguaggio, che avvicina le sue opere al modo di narrare tipico dei manga degli anni '90.
In particolare in quest'opera, in realtà una raccolta di due racconti lunghi, Yoshimoto narra la vita di due personaggi, due ragazzi giapponesi, venuti su in maniera disincantata in un mondo che, malgrado la gentilezza di circostanza, pare benissimo poter fare a meno di loro.
I due ragazzi vengono accomunati dai lutti, prima i genitori di lei, poi il padre di lui - un padre particolare, dato che, quando ancora il figlio era poco più che un bambino, aveva deciso, per poter sopravvivere, di divenire donna e aprire un locale per trans.
Sarà questa visione disincantata e distorta della realtà ad unire i due personaggi, con un luogo d'incontro prediletto, le cucine. Kitchen, a punto, come le cucine in cui la protagonista femm…

Notte Bianca Della Scuola, Gessetti Rotti c'è #lascuolaperme

La scuola non la fanno le riforme o i governi, la fanno alunni e docenti. Il 23 settembre batti un colpo: scatta una...
Posted by La vera scuola gessetti rotti. on Domenica 20 settembre 2015 La scuola non la fanno riforme o governi, la fanno alunni e docenti. Il 23 #lascuolapermehttp://t.co/spIpTkULB4pic.twitter.com/V7JkHsKioi — Gessetti Rotti (@gessettirotti) 20 Settembre 2015

Il Miur e i numeri che non tornano

Ogni tanto mi pare giusto ricordarvi che scrivo per Metro e che sono un Gessetto Rotto



Dicembre 2014, il primo ministro Matteo Renzi, a seguito della sentenza della Corte europea sull’abuso di precariato...
Posted by La vera scuola gessetti rotti. on Lunedì 14 settembre 2015Anche @MetroNewsItalia ci racconta i numeri gonfiati della #scuola di @matteorenzihttp://t.co/GN4n3QkJwBpic.twitter.com/ldd5TMXCtc— Gessetti Rotti (@gessettirotti) September 15, 2015

Come l'evoluzione ci ha cambiati

(foto: slate.com)






Secondo le teorie più recenti, l'evoluzione della specie Homo avviene, come del resto sempre in Natura, secondo processi in parte casuali. Durante la vita delle diverse generazioni dei nostri antenati sono nati un certo numero di esemplari portatori di variazioni genetiche (Variazione), variazioni che, se sono risultate utili alla sopravvivenza dell'individuo, si sono poi diffuse (Ereditarietà), spesso andando, nel corso di migliaia o milioni di anni, a sostituire quelle che erano le caratteristiche precedenti non più adatte alle diverse circostanze, situazioni climatiche, sviluppo del territorio (selezione). Questo tipo di sviluppo, come detto, può avvenire solo con il trascorrere di migliaia, più spesso milioni di anni (Tempo), ma tutto ciò non potrebbe preservare la vita sul pianeta se non per la capacità di adattamento delle specie naturali (Adattamento). Questi agenti dell'evoluzione delle specie animali vengono indicati da paleontologi e antropologi …

Scattone, la cattedra e l'Illuminismo

Cesare Beccaria

Scattone ha rinunciato la cattedra, evviva Scattone. Bravo Scattone, ha fatto bene, prevale il buon senso.

Buom senso un ca$$o. A prevalere sono stati gogna e caccia alle streghe.

Perché se è vero che l'Italia nell'anno di grazia 2015 è ancora uno stato fondato sul diritto, e se è vero che Scattone ha ricevuto una condanna definitiva, vero pure che la sua condanna, Scattone, senza riconoscersi colpevole, l'ha tuttavia affrontata tutta. E Scattone che è costretto a rinunciare alla cattedra che gli spettava per aver superato un concorso pubblico è una sconfitta per lo stato di diritto, un ritorno alla società della faida.

Per non lasciare dubbi, non credo che Scattone fosse innocente.
Ma quello che credo io, in uno stato di diritto, non conta. Conta, su Scattone, quello che crede la legge, nello specifico quello che è stato il giudizio della magistratura. E per la magistratura Scattone ha pagato, ha scontato la sua condanna ed ora è un uomo libero, che ha com…

La società del rischio di Beck e la perdita dello status sociale

Nel suo volume La società del rischio, Ulrich Beck analizzava, nel 1986, i mutamenti a cui stava assistendo nell'ambito di quel mondo in cambiamento che sempre più veniva definito postmoderno. Nella sua analisi Beck parlava di una società che si avviava a superare la società industriale, per divenire invece società fondata sul rischio, naturale o sociale che fosse. Il rischio era, nella visione dell'autore, democratico, colpiva tutti, abbattendo le differenze di classe o ceto sociale o i confini geografici. Ovviamente erano ben vive, per il lettore dell'epoca, l'immagine di Chernobyl, il rischio nucleare o la paura per il perenne rischio di una terza guerra mondiale. Nella società del rischio quindi, abbattute le classi sociali, Beck scovava una seconda caratteristica, ovvero il disincanto, la perdita di fiducia nelle vecchie autorità, leggi e norme sociali che non sono più in grado di scongiurare il rischio diffuso. Questo disincanto era preceduto e seguito da una pi…