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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Serata supereroi, serata relax

Certe sere, soprattutto queste sere in cui l'attenzione è sempre puntata sulla riforma della scuola, su cui progetto di tornare in maniera compiuta, un po' di distrazione fa bene.
Così in questi giorni sono riuscito finalmente a vedere le ultime puntate di The Newsroom, grande serie, davvero, una delle migliori che io abbia mai visto, anche se il finale è un po' tirato via. Dopodiché con la mia signora abbiamo iniziato a vedere Daredevil, la serie prodotta da Netflix. Pare qualcosa di carino, girata bene anche se con due soldi. Si capisce perché la Marvel ci tenga a poter usare in futuro il personaggio nei suoi film.
Infine la serata si è conclusa con Il ritorno del cavaliere oscuro, tutto sommato il più noioso dei tre film recenti, davvero noioso, una brutta conclusione per una bella saga, impreziosita da un secondo film davvero spettacolare. Infine abbiamo visto I guardiani della galassia, un film che si discosta dai classici film Marvel per quanto riguarda l'ambie…

Locandina di Gessetti Rotti contro il DDL Buona Scuola

Di cosa parliamo quando parliamo di revisionismo storico

Cosa notate di strano in questi due manifesti? Nulla? Guardateli bene. 24 Maggio 1915, la data d'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Una data storica, certo, conosciuta da tutti o quasi, anche grazie alla famosissima canzone La canzone del Piave. E tuttavia? Tuttavia questo manifesto rovescia ciò che realmente accadde 100 anni fa. Il 24 Maggio 1915 infatti, dopo trattative segrete, l'Italia entrava in guerra tradendo un'alleanza ormai decennale con uno stato, l'Austria, mai sentito realmente vicino. Eppure di alleato si trattava. Trattati segreti portarono una minoranza interventista a prevalere sulla maggioranza pacifista del paese, capitanata da un Giolitti in declino che, per non farsi sfiancare da un Parlamento conservatore, preferì rinunciare all'incarico di governo anziché portare alle estreme conseguenze la sua guida del fronte anti interventista. E così un'Italia in balia della retorica dei D'Annunzio e dei Mussolini, nonché dei g…

La rincorsa al cambiamento per il cambiamento

Che quello di Matteo Renzi non sia un governo di sinistra, credo sia ormai chiaro a chiunque. Che sia di destra, o di centro, tutto ciò se vogliamo è ancora discutibile. Una cosa che invece è ineccepibile è che il governo Renzi ha fatto del cambiamento un valore. Un valore a prescindere, un valore di per sé, senza mai entrare nel merito della qualità del cambiamento.
Meglio il cambiamento della palude, dice il Renzi. Sicuro? Se vuoi passiamo dalla palude alla Fossa delle Marianne, e poi ne riparliamo.
Il cambiamento per il cambiamento, meglio sbagliare che non agire. Dillo al malato in coma e con un tumore ad una gamba, tu non sai quale sia la gamba e amputi ad occhio? E al risveglio del paziente, se hai sbagliato gamba, cosa gli racconti?
Il Jobs Act è stato approvato sulla base di questo principio, il cambiamento per il cambiamento. Il risultato è una legge pastrocchio che cancella dei diritti senza aver apportato dei reali vantaggi. Ma mai entrare nel merito, non è nella nostra cul…