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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Del progresso, dei diritti, dell'Occidente e della Storia

Che il progresso non sia lineare, mi sembra cosa ormai assodata, anzi, il Novecento, sotto molti aspetti è stato un secolo dai mille balzi indietro rispetto alle epoche precedenti. Si pensi ai genocidi, alla pratica di coinvolgere i civili nella guerra, al proposito scientificamente perseguito di umiliare e distruggere il diverso, l'altro, al ritorno della tortura. Il secolo breve è davvero concluso? Lo è perché il fordismo (ci) appare superato? Sotto altre prospettive ben poco è cambiato: la questione palestinese è ancora aperta, così come la potenza egemone, gli USA, non si sono realmente imposti come garante mondiale della (loro) pace di fronte ad altre potenze regionali o continentali, quali Iran, Russia, Cina. Sul piano dei diritti civili ben poco è realmente cambiato se ancora discutiamo di emancipazione della donna, riconoscimento dei diritti civili per le minoranze, anzi assistiamo ad un imbarbarimento globale, al tentativo di negare quelli che sembravano diritti assodati…

Death Note, Tsugumi Oba e Takeshi Obata

Death Note, di  Tsugumi Oba e Takeshi Obata, è un manga serializzato tra il 2003 e il 2006, pubblicato poi in 13 volumi. Al manga ha fatto seguito una serie televisiva in 37 episodi.
Protagonista di questo manga è Light Yagami, promettente studente giapponese che, passeggiando per strada, trova un block notes. Ben presto Light si accorge che il block notes possiede dei poteri particolari, provenendo dal mondo dell'aldilà: scrivendo il nome di una persona su di esso, questa persona morirà per un arresto cardiaco. A Light inizia ad accompagnarsi il vero proprietario del quaderno, uno spirito della morte o shinigami di nome Ryuk. Light, profondamente intriso da spirito di giustizia, inizia ad uccidere tutti i criminali di cui conosce il nome, attirando su di sé le attenzioni di un detective, Elle. La trama inizia così a dipanarsi nello scontro, tutto di intuizioni e depistaggi, tra Light e Elle, fino alla soluzione finale, non prima a di aver visto il sacrificio del detective.In mol…

Contratti di lavoro a tutele crescenti a tempo indeterminato e non coperti dall'articolo 18

Il cambiamento tanto citato da parte di Matteo Renzi è in realtà un dejavu, qualcosa di già visto. Analizziamo il significato delle parole adoperate per citare il nuovo modello del contratto di lavoro: contratti di lavoro a tutele crescenti a tempo indeterminato e non coperti dall'articolo 18

Contratti di lavoro a tempo indeterminato: contratti in cui si pattuisce una durata senza limiti del contratto di lavoro
A tutele crescenti: ovvero il lavoratore non sarà tutelato o quasi, e le sue tutele potranno crescere con il tempo.
Non coperti dall'articolo 18: ovvero il lavoratore non sarà tutelato dalla norma che prevedeva il reintegro da parte del datore di lavoro in caso di licenziamento per ingiusta causa.

Traduzione
Il lavoratore pattuisce con il datore di lavoro che lavorerà per lui senza un limite di tempo, ma senza neanche delle tutele, almeno da principio, che semmai verranno se si guadagnerà l'amorevole grazia dello stesso datore di lavoro, il quale si premurerà di tener…

L'esattezza, il cambiamento, la retorica e la fuffa.

Italo Calvino, uno dei numi tutelari della sinistra italiana, nelle sue Lezioni americane, così come in molte interviste, cita l'esattezza nell'espressione come uno dei valori imprescindibili per un intellettuale e uomo moderno. L'esattezza nell'espressione vuol dire chiamare le cose con il loro nome, citarle è per quello che sono realmente, senza giri di parole inutili e fuorvianti. Come diceva Borges del resto la retorica anziché aiutare la comunicazione spesso è causa di incomprensione. Incomprensione che si fa ancora più grave quando l'artificioso uso della retorica rende le incomprensioni volute.
Gli ultimi 40 anni della vita politica italiana sono stati caratterizzati dall'emergere di figure carismatiche abili nell'utilizzare la voluta ambiguità della retorica. Penso a leader carismatici quali Bettino Craxi, Papa Giovanni Paolo II, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e infine Matteo Renzi. Tutti questi leader hanno impersonato ed impersonano volutamente …

Gramellini e la letteratura

Sabato sera, chi avesse avuto modo di guardare il duo Fazio-Gramellilni, si sarà ritrovato la tirata del giornalista contro il premio Nobel per la letteratura. Per  l'esattezza Gramellini ha lamentato il fatto che il più importante premio al merito letterario venga assegnato in genere a scrittori non riconosciuti da un largo successo di pubblico. Al riguardo, Gramellini si chiede il perché il premio Nobel non sia mai stato assegnato a scrittori apprezzati dalla critica mainstream come Roth e Murakami.
Purtroppo al giornalista non vengono in mente delle ragioni che non hanno a che fare con la banalità del giornalista medio che deve parlare a cadenze regolari anche di argomenti che ignora, ma che attengono al valore letterario.
Il premio Nobel, dice Gramellini, viene assegnato a scrittori letti solamente da altri scrittori per poter dire di essere più bravi. Forse andrebbe detto meglio: il premio Nobel viene assegnato a chi, ancora in vita, ha saputo essere un punto di riferimento …

Ragazzini che sputano e cattive abitudini che odio

Non so se li avete notati, sono i vostri figli. Quelli che spiaggiate davanti alla televisione, a cui non negate nulla, quelli che il pomeriggio a fare sport, danza, hip hop, uncinetto, recitazione caraibica, alcolisti anonimi, corso antincendio e, se rimane tempo, i compiti. Insomma, fate finta di conoscerli, su.  Ecco, forse non l'avrete notato, ma i vostri figli hanno preso una bruttissima abitudine, tutta italica. Sputano, ovunque, sempre, come se fosse l'unica cosa importante rimasta prima della fine del mondo. Ti parlano, si voltano e sputano. A volte neanche si voltano. Aspettano il bus e sputano, aspettano il treno e sputano, cercano di sedurre la compagna di banco e sputano, commentano l'ultimo videogioco e sputano. Il mondo non è più il loro giocattolo o il loro avvenire, ma la loro sputacchiera. Con tutto il senso di soffocamento e i conati di vomito che ne derivano.
Ecco, se fra un corso e un altro fra quelli a cui li iscrivete, fra un pantalone firmato e l'…

A che pro cancellare un diritto

Proprio oggi Confindustria ha chiesto al governo di proseguire sulla via per l'abrogazione dell'articolo 18. Questo dovrebbe già di per sé dire tanto. Poi la stessa Confindustria ha severamente escluso la possibilità che il TFR possa finire anticipato nelle buste paga, non perché non servirebbe, ma perché non se ne parla di sganciare una lira, meglio tesaurizzare o investire il denaro dei lavoratori.
Vedete, in questo paese al momento si gioca sulla pelle dei lavoratori, mettendoli gli uni contro gli altri. I tutelati contro i non tutelati, anziani contro giovani. Lo fa il Presidente del consiglio quando urla ai sindacati il suo famoso dove eravate, come se questa questione possa in alcun modo essere rilevante mentre si discute di un diritto che lui vuole abrogare.  Si vende fumo, al di là e contro la logica.
Perché l'articolo 18 nasce da un assunto, ovvero che tra i contraenti il contratto di lavoro c'è una disparità di forze in campo talmente grande che lo stato si…

Chi vince e chi perde con Renzi

Il presidente segretario e uomo della Provvidenza sostiene che sia meglio un partito con pochi iscritti e molti voti che il partito di Bersani e D'Alema. Sarà, ma intanto occorre dirci chiaro e tondo che un partito con pochi iscritti è un partito che non discute, un partito di rassegnati al volere del re. Quello che vuole Renzi, un uomo che non accetta lezioni da nessuno, non sa cosa voglia dire il confronto, capace di proporre la distruzione del vecchio a cui però non sa fare seguito una vera progettazione del nuovo. Ritornano in mente le parole di Barca nelle intercettazioni rubate da La zanzara, quando notava il nulla dietro il progetto politico del segretario del PD. Ascoltare Renzi in direzione è stato fra le cose più patetiche di quest'anno: una captatio benevolentiae  con il solito elenco delle cose cominciate, una tirata sull'entusiasmo del cambiamento, l'annuncio della cancellazione dell'articolo 18, piaccia o no. Senza un vero perché, senza reali vantaggi…