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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Grillo contro i No Euro

Cito da Massimo Di Bello su Google+Sì, è proprio Grillo che scriveva queste cose sul suo blog il 6 giugno 2005. Attaccando la Lega Nord scriveva: "L’Europa ci chiede di fare riforme strutturali e la Lega Nord si dichiara orgogliosa dei debiti accumulati e chiede di uscire dall’Euro, usato come alibi per una politica fallimentare. L’uscita dall’Euro condurrebbe il Paese alla rovina definitiva." e "Questi vogliono far fallire l’Italia per comprarsela a prezzi di saldo."
Poi a quanto pare ha capito che prendersela con l'euro poteva portargli voti e dato che è solo questo quello che gli interessa, come da lui stesso candidamente ammesso (vi ricordate il "Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità... il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico"), ha cavalcato questa malsana idea che la colpa di tutti i mali sia l'euro. Usando il trucco del fantomatico referendum, in modo da prendere vot…

Disinformazione spacciata per informazione

Postoqui, ma è solo uno dei tanti esempi possibili, un post a mio avviso delirante e con dati usati in maniera al limite del reato. Per intenderci, se questo fosse un articolo di giornale, avrebbe procurato una causa al suo autore, ma, trattandosi di un blog, la cosa passa in secondo piano. Per carità, questo discorso riguarda anche questo post e questo blog.No, per dire, la libertà di parola è anche diritto al delirio, al procurato allarme e alla disinformazione? È così sbagliato pensare che per i blog, che spesso hanno più risonanza dei giornali online, si debba trovare un modo per far assumere, a chi scrive, anche la responsabilità per i dati e le informazioni manipolate che riporta? Non parlo di censura o delazione, MA di qualche strumento attraverso cui, se invento notizie, offrendo qualcuno o procuro allarme pubblico debbo essere perseguito, senza nascondermi dietro la libertà di parola o la virtualità e l'aleatorietà della rete.

170 anni e non sentirli: la tradizione della caccia all'untore in Italia

Come riporta in maniera molto competente il sito Vice.com e riprende ilpost.it, in Italia non è in corso o non si profila alcuna epidemia di Ebola. Tuttavia, alcuni movimenti politici, gruppi su facebook e sugli altri social network, blog, continuano a riportare con fare sempre più allarmistici questa panzana. Il motivo è semplice: si maschera dietro al rischio, al momento quasi inesistente, il desiderio di tenere lontani i migranti dalle nostre coste. Per fare ciò si ricorre a quella che è una tradizione italica, quella della caccia all'untore.

Per chi non lo sapesse, in appendice alla sua ultima edizione de I promessi sposi, Alessandro Manzoni pubblicava un importante saggio, intitolato Storia della colonna infame, in cui dimostrava come, durante l'epidemia di peste che intorno agli anni Trenta del '600 colpì Milano, la cittadinanza incolpò in maniera più o meno unanime dei perfetti innocenti, a cui vennero estorte confessioni con la tortura.
I malcapitati venivano accus…

A Salvini e Maroni, perché a dire ca$$ate siamo buoni tutti

Un commento veloce su quanto detto da Matteo Salvini, ripreso dal governatore della Lombardia Maroni, riguardo all'operazione Mare Nostrum e al salvataggio di 300 migranti.
In primis, quando si fa politica, come quando si fa informazione, la correttezza verso l'uditorio vorrebbe la massima precisione. E allora, anziché parlare di clandestini, i nostri dovrebbero correttamente parlare di migranti e rifugiati, dato che, dei 300 giunti nelle scorse ore in Sicilia, la gran parte provengono da una terra martoriata dalla guerra civile come la Siria.
In secondo luogo, quando Matteo Salvini parla dei costi dell'operazione, dovrebbe anche spiegare ai suoi elettori il perché del pattugliamento delle coste da parte della marina militare italiana. Allora diciamolo che siamo costretti a pattugliare perché impediamo ai migranti di giungere legalmente in Italia, un movimento naturale, dovuto a ragioni economiche, sociali e di semplice salvezza dalla guerra, che l'Italia, come pochi a…

Perché studiare la Grecia antica?

Perché studiare i Greci? I motivi possono ancora essere molti, ma il problema è la prospettiva da cui guardiamo la questione. Sfatiamo subito un mito recente: studiare il greco, come il latino, pensando di trattarli come lingue di comunicazione, è una stupidaggine, una frottola, una scusa nata a livello accademico per giustificare delle cattedre ingiustificabili. Greco e latino sono lingue morte, di cui tra l'altro conosciamo bene solo il registro formale, scritto, non certo quello di comunicazione, orale, ricostruito dagli studi. Ma queste lingue, come la storia di questi popoli, la loro civiltà, ci costringono alla riflessione: perché sono nate certe forme di organizzazione politica, tramandate fino ad oggi? Perché certi cannoni letterari e artistici? Perché l'evoluzione storica di questi popoli ha preso una china piuttosto che un'altra? Se pensiamo alla Grecia antica essa diviene poi un caso ancora più paradigmatico per l'Occidente. Pensiamo alla costante ricerca…

Il personaggio nella narrazione

La fiaba

Sulla rete, la demagogia e il totalitarismo

C'è una cosa che fa impressione nella diffusione della rete: essa, in quest'epoca di crisi, si fa sempre più veicolo del populismo, del totalitarismo e della cultura reazionaria, come se dire qualcosa in rete la renda, in toto, condivisibile da tutti, una verità assoluta e incontrovertibile. È ovvio che non è la rete in sé ad essere populista e demagogica, essa è solo uno strumento. Ma questo strumento, in mano di chi o non è stato educato ad un compiuto senso critico, di chi, analfabeta funzionale, non riconosce e non comprende un ragionamento che non sia di corto respiro, o, al contrario, in mano a chi conosce molto bene l'arte della retorica e sa giostrarne le doti, spesso nascondendole dietro una finta parola alla buona, in questi casi lo strumento, dicevamo, dà spazio e in un certo senso dà conferma ad ogni sorta di castroneria alogica o astorica che si voglia divulgare.
Nascono così leggende metropolitane come quella delle 100 basi americane in Italia, la diffusione …

Filippo II e Alessandro Magno

La Guerra del Peloponneso

Il narratore e la focalizzazione

#Ripwarrior

Addio Jim Hellwig, in arte Ultimate Warrior. Sei stato un mito della mia infanzia, prima che venissi a sapere tante cose su di te come uomo, prima che come intrattenitore.
Come per mano di un buon sceneggiatore te ne sei andato dopo un trionfo che ha atteso per decenni. E te ne sei andato con le tue parole più belle.

Un mondo senza Segre e Le Goff

Il mondo accademico, e non solo, piange in questi giorni la scomparsa di due grandi dello scorso secolo, Cesare Segre e Jacques Le Goff. Due studiosi di materie diverse, diversi tra di loro, eppure accomunati dall'aver reso gli studi umanistici, l'uno in campo letterario, l'altro in quello storico, più ricchi. Non ho mai avuto la buona sorte di incontrare nessuno di loro nella mia vita, ma nelle loro opere il loro pensiero ancora vive e continua a porre questioni e a cercare risposte, ovvero l'unica attività degna dell'uomo che vuole essere diverso dalla bestia.

Storie di corna all'ombra del Resegone - e se Manzoni avesse scritto così... Parte 1

Questaseriedipostsonolaliberarielaborazione  di un'interrogazione, sostenutadaunmioalunno, sull'operadiManzoni. Speroperciòdimeritarealmenolavostrapietà. Su quel ramo del Lago di Como, insomma da quelle parti lì che tanto conoscete e che non staremo qui a descrivere nuovamente, se volete piuttosto andateci voi, ché nella stagione giusta il clima è l'ideale per un bel weekend di relax e di shopping; da quelle parti dicevamo del Lago di Como, per la precisione nella zona di Lecco, un giovanotto andava passeggiando incartato nella sua tuta nuova di acrilico, blu scuro, ma di un blu risplendente, catarifrangente, per non rischiare che allo smarrirsi del sole oltre le cime aguzze del Resegone qualche ignaro ciclista o qualche ricco in Porsche lo potesse investire. Camminava con il fare baldanzoso dei ventenni, non so se avete presente: camminano con le gambe divaricate, come se avessero sempre qualcosa che gli pizzica il culo tra le mutande; di tanto in tanto potrete osservare …

Appello semiserio di un professore ai suoi alunni

Carissimi alunni, vi scrivo qui per farvi partecipi del mio dolore e del mio struggimento: mentre la tiepida notte mi avvolge coi lembi della sua tela e già l'alba dalle rosee ditta inizia a profilarsi, io concludo la correzione del tristo e logoro plico dei vostri temi. Non starò qui a raccontarvi di come, alle superiori, qualcuno di voi non abbia ancora ben chiaro che gli anni sono quelli che scorrono via, mentre la voce del verbo avere richiede, ahimè, quella sordida consonante che risponde al nome di Acca. Non vi racconterò neanche di quei componimenti che non prevedono la lettura da parte di esseri umani simili a noi, la cui vita dipenda dall'immissione di ossigeno nei polmoni e l'emissione di anidride carbonica: no, in alcuni dei vostri componimenti occorre sapere andare in apnea, ma non per scorgere le meraviglie dei fondali del Mediterraneo, semplicemente per sopravvivere all'assenza delle virgole. Del resto, c'è invece chi cosparge il suo foglio di puntin…