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Omofobia, opinioni e scienza

Stai in classe e di fronte hai la tua bella dose di preconcetti omofobi provenienti da uno scellerato retaggio culturale. Di scuti animatamente, adoperi ogni dimostrazione scientifica che conosci per mostrare ai tuoi alunni come con metodo rigoroso si posano confutare le tesi di chi sostiene l'omosessualità una malattia. Ma ecco che interviene un alunno, uno che sarebbe anche bravo, prof. ma questa è la mia opinione, è ciò che mi ha insegnato mio parte, lei vuole cambiare le nostre opinioni e non è giusto.
No, rispondo, perché qui non stiamo parlando di opinioni. Perché siamo tra le opinioni finché discutiamo di qualcosa di incerto, soggettivo. Ma se discutiamo di dati scientifici dobbiamo essere rigorosi ma tendere alla verità fino a prova contraria. E allora se oggi la scienza ci dice che l'omosessualità non è una malattia, che si tratta di un'identità sessuale fra le altre possibili, che fra identità sessuale e sesso biologico c'è differenza, che l'omosessualità non è contro natura tanto che è dimostrata in circa 1500 specie animali, se la logica stessa tramite il paradosso di una comunità totalmente omosessuale che discriminasse un eterosessuale ci dimostra la stupidità dell'omofobia, allora di omofobia non si dovrebbe discutere più e dovremmo avere il coraggio di dirci che siamo molto più razzisti i quanto vogliamo vedere.
Perché se ti dimostro che la a terra è sferica e gira intorno al sole con l'esperimento, quando mi dici che la terra è piatta e sostieni che è un'opinione sostieni una cazzata. Punto.
Se le analisi ti diagnosticano un cancro e un passante sostiene che hai l'influenza, ti curerai il cancro perché fino a prova contraria il metodo scientifico è un attimo più affidabile dell'opinione del passante; eppure per l'omosessualità come per molti altri temi ci affidiamo ai passanti.
Poi ci stupiamo di come per vent'anni ci abbia governato uno che per ogni frase detta aveva pronto il seguito, mi avete frainteso.

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