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Nerdamente parlando: Avengers vs X-men



Ma che storia ha tirato fuori la Marvel con questo crossover. Il ritorno della Fenice, quella Fenice che anni fa aveva ucciso Jean Grey e che ora punta sul Messiah dei mutanti, Hope Summers. I mutanti stessi, relegati sull'isola di Utopia dopo che la maga Scarlet li ha decimati, guidati da Scott Summers, Ciclope, e i reduci degli X-Men. I Vendicatori, infine, nella loro nuova formazione allargata, impegnati nel tentativo di contenere la minaccia per la terra che l'approdo di un'entità cosmica come la Fenice può rappresentare. Ed in tutto ciò le questioni morali che si susseguono, come sempre quando si tratta delle vicende degli X-Men e degli Avengers. Discriminazione e voglia di riscatto da un lato, norme cieche e rischio di fascismo dall'altro. Insomma un'ottima storia, da cui però forse mi sarei aspettato quel salto di qualità in più, avrei sperato di non poter dire alla fine chi erano i buoni e chi i cattivi, mentre alla fine dei dodici numeri emerge uno Scott Summers che, per la rinascita del gene mutante, è pronto al sacrificio dell'umanità intera. Ma è questione da poco di fronte al ritmo incalzante e alla ottima fattura della narrazione, la focalizzazione che si sposta ora su un campo ora sull'altro, il confrontarsi e il confondersi di semidei e piccoli uomini nelle uniche, perenni contraddizioni di fondo: dove si può spingere la difesa dello status quo? Chi si può ergere a difensore di pace, giustizia e tolleranza senza approdare allo stato etico?
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