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Sulla digitalizzazione di massa nella scuola pubblica

Partecipando al progetto Generazione web, quest'anno come insegnante mi sto trovando ad avere direttamente a che fare con la digitalizzazione di massa della scuola pubblica. Da ciò stanno nascendo alcune riflessioni sparse, fermo restando che essendo ancora agli inizi, questo progetto via via si andrà evolvendo, lasciando spazio a nuove considerazioni e miglioramenti.

Primo dato, allarmante: l''ignoranza in merito ai mezzi informatici della gran parte dei miei colleghi è allarmante. La cosa peggiore è che tale ignoranza sfocia spesso nel mero pregiudizio; c'è ad esempio, nei confronti dello strumento didattico tablet, un misto di odio e di terrore, come se leggere un PDF o un libro sia qualcosa di ontologicamente diverso. L'attaccamento alla carta stampata non può rendere ignoranti del fatto che, a livello di prezzi per gli studenti e di peso da portare sulle spalle, questo sia sicuramente un progresso.

Discorso altrettanto preoccupante, legato alla detta ignoranza, è quello dei formati proprietari che verranno adoperati. Mi sembra scontato che i libri di testo siano protetti in modo da evitare la pirateria informatica, un po' meno l'essere costretti ad adoperare un singolo software proprietario per poterli leggere. Inoltre, per quanto riguarda l'archiviazione di tutto il materiale che verrà prodotto dalle scuole, per esperienza posso dire che pochissime si stanno ponendo il problema di quali saranno i formati da adoperare, ricorrendo sistematicamente al classico .doc di Word, incuranti che si tratta di un formato proprietario di Microsoft. Ovviamente invece si dovrebbe puntare sull'uso di formati e software aperti.

Il supporto digitale, i libri di testo, così come sono pensati oggi sono ancora limitati, paradossalmente più dei libri cartacei. Mi duole dirlo, ma ha ragione Apple a pensare che il libro digitale va pensato come un'applicazione, non un semplice PDF, permettendo tra l'altro lo svolgimento degli esercizi in maniera interattiva: in troppi casi, per esempio per le lingue straniere ma anche per l'italiano, ci si trova di fronte ad esercizi in cui i ragazzi dovrebbero riempire i campi puntinati con la risposta corretta, finendo per dover stampare la pagina e rispondere su foglio, annullando i benefici del digitale.

Anziché spendere migliaia di euro per delle LIM (lavagne interattive) fisse, si potrebbe puntare su progetti opensource come le lavagne interattive WIILD

Sicuramente questi progetti dovrebbero essere preceduti da una fattiva formazione rivolta a chi dovrà insegnare, prima ancora che per i discenti, formazione che nella gran parte dei casi è assente.

 

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