Passa ai contenuti principali

V per Vendetta, Alan Moore e David Lloyd



Ci sono casi in cui la trasposizione cinematografica di un libro o di un fumetto riesce a rendere le sfumature e il valore dell'opera originale. Il più delle volte però un film, chissà poi perché, perde qualcosa, magari banalizza. È il caso di V per Vendetta, film tratto dal fumetto di Alan Moore e David Lloyd. Tanto è banale il film, quanto invece è profondo il fumetto: fumetto che, è vero, parte sicuramente da materiale di riciclo; sono chiari i rimandi ad Orwell, a Bradbury, mentre nel corso di tutta l'opera si susseguono le citazioni di Shakespeare.
Senza dubbio il film tratto dall'opera banalizza soprattutto due aspetti, ovvero il carattere dei personaggi principali, trasformando il tutto in una semplice contrapposizione tra buoni e cattivi. Al contrario il fumetto riesce nel difficile compito di darci un protagonista, V, folle e, per quanto mosso da intenti comprensibili, indubbiamente violento fino all'eccesso e, nella sua anarchia, esclusivamente distruttivo.
A V si contrappone il Leader del partito, chiaramente fascista, al potere, e tutto l'apparato di governo. In particolare le motivazioni del Leader lasciano trapelare una riflessione, spinte contrapposte che macerano nell'animo: il Leader giunge chiaramente ad affermare, nelle sue riflessioni, la necessità d'essere odiato, la necessità di negare la Libertà altrui per imporre una Giustizia vagheggiata e mai conosciuta. Giustificazioni, certo; le giustificazioni che spesso hanno nascosto gli orrori di ogni totalitarismo, eppure ciò non può escludere che, almeno in taluni politici in buona fede, queste idee abbiano condotto al tentativo di imporre un regime "giusto".
Perché leggere V per Vendetta? Perché V, forse anche fraintendendone il significato, è assurto in questi anni a simbolo, icona dei recenti movimenti popolari che hanno caratterizzato le diverse "primavere". La rivolta contro il sistema finanziario ha visto nella maschera di V il suo simbolo (per la cronaca, la maschera di V altro non è che la maschera del Fantasma dell'opera). Ma prima ancora perché V per Vendetta rappresenta anche una nuova impostazione nella costante riflessione sui totalitarismi: un'impostazione più moderna rispetto a quella di Orwell, dove giusto e sbagliato stanno da entrambe le parti, dove non esiste verità, ma solo l'interpretazione del reale; un mondo in cui se vogliamo, l'uomo è inguaribilmente solo, anche nella ricerca degli affetti e dove anche le idee più nobili si dimostrano semplicemente dei fantasmi, delle ombre.
Posta un commento

Post popolari in questo blog

La comunicazione linguistica