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Nerdamente parlando: Street Fighter

Street Fighter: perché parlarne su questo blog? Perché poche serie di videogiochi possono vantare tante reincaranzioni come quella di Street FIghter e pochissime possono fregiarsi di essere divenute un'icona pop. Sta di fatto che alcuni personaggi di questo videogioco sono divenuti con il tempo un simbolo di un'epoca, sia nel mondo dei videogiochi ma non solo, trasmigrando dal cinema ai fumetti alle serie d'animazione, acquisendo carattere anziché perdendolo di volta in volta.
Icone pop dicevo, proprio perché nel mondo post moderno in cui non esistono fatti ma solo interpretazioni, anche dei personaggi evidentemente sopra le righe e che agiscono secondo regole che con la morale hanno ben poco a che spartire possono pretendere di rappresentare qualcosa. E così a partire dal concept rivoluzionario di un gioco in cui lo scontro uno contro uno era il vero fulcro di tutto il gameplay, condito da effetti speciali, lustrini e colpi improbabili, si è giunti ad una rappresentazione sfaccettata della lotta tra il bene e il male.
Eroi postmoderni magari no, ma di certo Ryu, Ken, Chun Li e Balrog sono, ad oggi, delle incarnazioni di un'aspirazione assoluta, che sia quella della ricerca del potere o di un discrimine fra il bene e il male che, oggi, appare ben lontano dalla nitidezza di un videogame.

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