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Who will watch the watchmen? Sulla democrazia in Italia ed il suo fallimento

 Chi vigilerà su chi ha come compito di vigilare? È la domanda che da Platone ad Alan Moore, in tanti si sono posti analizzando approfonditamente le strutture della democrazia. E se, come diceva Churcill, la democrazia non è perfetta ma è la cosa migliore che abbiamo inventato, è vero che in questo sprazzo di ventunesimo secolo questa forma di organizzazione politica dà ampi cenni di cedimento e decadenza.

E così è la politica stessa che decide se e come il popolo potrà esprimere le sue preferenze alle elezioni, dichiarando inammissibili i quesiti referendari che sottoponevano all'attenzione della politica l'obrobrio di un sistema elettorale che impedisce al corpo elettorale di scegliere i suoi eletti.

Ed è sempre la politica a stabilire chi, fra i suoi adepti, dovrà andare in carcere e chi invece potrà godere delle libertà. In barba al principio secondo cui, principio solo di nome, non di fatto, la legge è uguale per tutti. Perché in Italia un povero Cristo che non è stato eletto nelle file del PDL il carcere se lo fa, eccome.

E non vale da parte degli scagnozzi di Mr. B citare Zola, il caso Dreyfus, Brecht. Perché, innanzitutto, non sanno neanche chi sono, vista la becera ignoranza che contraddistingue quegli stessi deputati che oggi si allargano la bocca di costante citazioni letterarie. E poi di ben altre storie e ben altri casi si tratta. Dreyfus fu un capro espiatorio, Cosentino è un presunto camorrista, di certo non ancora condannato ma che sarebbe giusto processare secondo le stesse regole che valgono per qualsiasi altro cittadino.

Oggi siamo n comuni cittadini a dover citare il "j'accuse" di Zola nei confronti di una banda di indecenti che nel loro legiferare autoreferenziale hanno salvato dei ministri dalla condanna per banda armata, violato i più naturali diritti umani nei confronti dei migranti, violato le normative europee sul lavoro, vilipeso lo stato, la bandiera, la dignità stessa dell'Italia. Hanno causato una crisi economica che sta massacrando lo stato sociale e la vita stessa di milioni di cittadini e oggi l'unica cosa che sono in grado di stabilire è l'inviolabilità dei loro privilegi.

La democrazia non è perfetta ma è la cosa migliore che abbiamo inventato, eppure in giornate come queste si capisce perché in alcuni paesi di tanto in tanto la democrazia venga resettata dalle altre forze in campo, che siano la piazza, i mercati o gli eserciti.

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