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Rivolte, proteste e silenzi, il silenzio della musica

Riprendendo un articolo de La Repubblica di oggi viene da riflettere come sia maledettamente vero che il mondo musicale sia silenzioso di fronte alle proteste in giro per il mondo. Anche noti grandi nomi del rock, U2, Coldplay (grande nome davvero?), glorie del passato come i Rolling Stones, Dylan, gli Scorpions (vabbè, si sono sciolti da poco), tutto tace davanti ad un movimento culturale e politico forse ancora poco compreso.
O forse il Rock ha perso la sua spinta, la sua forza. È come se il Rock non avesse più nulla contro cui realmente protestare, vinto dal sistema e dalla voglia di fare soldi. Anche quei gruppi che infarciscono i loro testi con urla di protesta e dolore, come i Linkin Park o i Green Day, hanno per ora lasciato i manifestanti da soli.
L'unica cosa che allora rimane da fare è ripescare nel mare delle grandi canzoni, ad esempio quelle a seguito, delle colonne sonore dei cambi generazionali, sperando che qualcosa possa ancora riutilizzarsi, nell'attesa di qualcuno che sappia cantare questa nuova brezza che spira dai giovani


Blowin In The Wind by Bob Dylan on Grooveshark

Wind Of Change by Scorpions on Grooveshark

Sunday blody sunday by U2 on Grooveshark



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