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Prendere spunti è sempre meglio che prendere sputi

Prendere spunti è sempre meglio che prendere sputi:
lovecraft
Photo credit: obviuos

Se c'è una cosa che m'acchiappa è leggere Howard Phillips Lovecraft che scrive del Necronomicon, nondimeno c'ho i brividi solo a pensarlo – lui – l'arabo folle, Abdul Alhazred. Oppure, per dire, c'è Lo Zahir di Jorge Luis Borges, inarrivabile racconto contenuto nell'Aleph. O, ancora, le lingue elfiche del glottoteta per antonomasia: J.R.R. Tolkien. E come non citare il Clavis Salomonis, un grimorio dell'antico medioevo.

Voglio dire: consideriamo le trame eterne. La letteratura ne è colma, delle volte basta intingerne le mani, ché ci sono stati loro, gli scrittori sburi. Tipo: J.R.R. Tolkien. Il lascito letterario e fantastico del britannico è stupefacente, un uomo che ha edificato una mitologia, con tutte le interminabili connessioni derivanti e le ramificazioni donate ai posteri – ecco – potremmo andarcene tutti quanti a pescare nell'oceano Tolkien e prescinderne sarebbe come mettere piede a Santo Domingo con la fidanzata. [cit.]

Il riferimento al Necronomicon è altrettanto importante. È una traccia misteriosa e – per certi diversi – dimenticata, è una trama – eccezionale – e alla mercé di generazioni e di generazioni e di generazioni otra vez. Poi, qualcuno negli anni quaranta e cinquanta ha cavalcato l'onda e ha fatto bene, caspita.

Le trame sospese e in questione non sono – con infinito rispetto e basandomi su opinioni estemporanee e di conoscenti – un tentativo stile Jasper Fforde: qui la partita è serissima, qui si gioca per la coppa Rimet, per l'Academy Award, per il Grammy.

Lo Zahir di Borges aspettava soltanto che Paulo Coelho plasmasse il proprio romanzo d'amore sull'ultra calibrata eleganza e finezza dell'argentino, ma – del resto – il tema era lì, galleggiante, e nessuno inventa niente, adattare e non copiare: prendere spunti è sempre meglio che prendere sputi.


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