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Mostri d’artificio

Mostri d’artificio:
ABNormal

Una volta Bill Hicks ha detto «Hitler ha avuto una grande intuizione, ma si è fermato prima». Chi lo conosce ha capito subito cosa avesse inteso, nulla di antisemita. Il problema è l’umanità, quando degenera, non questo o quello, ma l’uomo in generale. Sono in prima classe su di un Eurostar che mi sta portando a Milano, perché era l’unica soluzione disponibile, e come non bastasse è in ritardo. Scusate quindi il tono scocciato e l’argomento pensante con cui inizio questa settimana, amici di Finzioni, ma alle volte ripenso a Bill Hicks e caspita, aveva ragione. Ditemi pure che ha peccato d’eccesso di bile, e vi dirò «ok», ma, alla luce dello scorrere del tempo, ha avuto l’ultima risata.


C’è un problema quando una ragazza dice di essere stata stuprata da due rom, se poi questo non è vero, perché se l’è inventato. Il problema peggiora, se il fratello e i giornali le danno corda. La situazione degenera, infine, quando una fiaccolata in favore della vittima finisce per andando a bruciare il campo nomadi lì vicino.


Sto parlando di quello che è successo sabato sera a Torino. La Stampa, oggi, ha fatto ammenda, certo, perché aveva titolato «Mette in fuga i due rom che violentano la sorella» – come se la nazionalità dello stupratore aggravasse la colpa –, mentre, stando all’ultima versione della ragazza, due rapinatori – di cui è ignota la nazionalità (come se cambiasse qualcosa) – le hanno rubato il cellulare.


La giustizia prenderà il suo corso, ma che possiamo dire di quelli che sono andati armati di mazze nel campo nomadi? Immagino come possano essersi sentiti i vicini, i parenti, gli amici di quella ragazza quando le hanno sentito dire che era stata stuprata. Però sembra che alcuni non aspettassero che un pretesto…


Purtroppo ci piace credere che esista una giusta dose di violenza e ci piace credere che possiamo essere noi stessi ad amministrarla. È il caso del pacco-bomba inviato a Equitalia. La solidarietà rimbalza in giro per la rete, ma in fondo «se la sono cercata», dice qualche voce di sottofondo. Che è un po’ come quando di una ragazza stuprata si dice «eh, ma era vestita provocante». Equitalia fa rispettare delle leggi; possiamo combatterle, cambiarle, oppure odiarle.


Insomma, c’è un brutto clima quando si inizia a perdere fiducia nella giustizia. È lo stesso meccanismo che dà forza alla mafia, è lo stesso meccanismo che lasciava spazio al terrorismo. Cantava De Andrè: «Potere troppe volte, delegato ad altre mani, sganciato e restituitoci dai tuoi aeroplani, io vengo a restituirti un po’ del tuo terrore, del tuo disordine, del tuo rumore. Così pensava forte un trentenne disperato, se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato, cercando il luogo idoneo, adatto al suo tritolo, insomma il posto degno, di un bombarolo». A volte cerchiamo il mostro negli altri. Però se ci perdiamo in questa ricerca, noi diventiamo il mostro. Frankenstein (e non ho bisogno di aggiungere tanto altro), cap. 9:



Quando pensavo a lui digrignavo i denti, gli occhi mi si facevano di bragia, ardevo dal desiderio di distruggere quella vita così sconsideratamente donata. Quando ripensavo ai suoi delitti e alla sua malvagità l'odio e la sete di vendetta non avevano più limiti. Avrei compiuto un pellegrinaggio fin sulla più alta cima delle Ande, se avessi potuto, da lassù, scaraventarlo in basso. Desideravo incontrarlo di nuovo, per gridargli tutto il disgusto che sentivo per lui e vendicare la morte di mio fratello e della sua governante.



Prendetela pure come una provocazione, ma secondo me farsi giustizia da soli significa diventare dei mostri, come Bush: crearsi il proprio Iraq e il proprio Guantanamo. Vi auguro una buona settimana, perché ce la meritiamo tutti.


Andrea H. Sesta



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