Passa ai contenuti principali

#Benigni al Più grande spettacolo dopo il week end

Riporto, en passant, uno stralcio dal monologo di Roberto Benigni tratto da Il più grande spettacolo dopo il weekend andato in onda ieri sera  5 Dicembre 2012. Non sono un fan di Benigni, ma le citazioni di Pertini e Pazienza valgono la pena di due minuti di sforzo nel leggerlo.
Fonte del brano è repubblica.it

L'esecuzione dell'Inno al corpo sciolto sembra chiudere l'esibizione ma poi arriva il momento meno ridanciano, quando Fiorello gli chiede di dire qualcosa sulla situazione del Paese. "E' un momento difficile - dice Benigni - finora abbiamo scommesso sulla nostra parte più bassa, ora dobbiamo puntare a quella più alta, ricordare che il mondo non ce l'abbiamo in dono dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli. In questa fase di difficoltà ho sentito vicine, sincere e profonde le lacrime della signora Fornero, mi ha fatto avere una piccola emozione. Non ho consigli da dare - continua l'attore -  se non che nei momenti difficili bisogna stare insieme, lo sappiamo fin dall'Ecclesiaste". E qui il ricordo di Sandro Pertini, "un grande padre della nostra patria, che è stato in galera, in esilio, ha fatto la resistenza e ha subìto cose terribili per la nostra libertà. Ebbene - ricorda Benigni - lui che era pacifista convinto, andò volontario nella prima guerra mondiale perché, disse, aveva visto che a partire erano i figli dei contadini, degli operai, tutta povera gente e in quel momento il bisogno che sentì era che doveva dare più di loro, per questo partì con loro, ma in prima linea, perché chi ha di più deve dare molto di più". 

Poi, ancora citando Pertini, parla dei giovani, "quando si danno loro dei consigli bisogna ricordarsi che i ragazzi non ascoltano quelle parole, perché non hanno bisogno di sermoni ma hanno bisogno di esempi di onestà". La chiusura è un saluto "leggero come una farfalla" ad Andrea Pazienza, "un disegnatore straordinario che se ne è andato molto giovane", e prende in prestito una sua frase per ribadire il concetto della necessità di stare uniti e soprattutto di pensare al futuro facendo attenzione a non ripetere gli errori del passato. "Guardare avanti - conclude Benigni - perché come diceva Andrea Pazienza, non bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa".

Post popolari in questo blog

Sulla violenza a scuola, sul classismo e sulle retrotopie

Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

Saggio breve: D'Annunzio, una vita per la bellezza

D’Annunzio, la vita per la bellezza



Sin dalla pubblicazione delle sue prime opere, Gabriele D’Annunzio è sempre stato capace di destare meraviglia, stupore e scandalo, tanto da crearsi addosso una patina di invidia e di rancori dura a sparire. Questi sentimenti di malcelato disprezzo nei confronti di questo autore trovano spesso una ragione ancora più forte di esistere nella scelta di aderire alle idee del Fascismo. Nondimeno Gabriele D’Annunzio è uomo del suo tempo: vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, l’autore è attore e artefice di quelle che sono le idee diffuse tra gli intellettuali del suo tempo, quel variegato sistema di idee e paure che viene chiamato Decadentismo.


Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

Al riguardo, con questo saggio verrà sostenunta una tesi ben precisa, ovv…